Cervello umano
Cervello umano

Pavia, 10 marzo 2018 - "Collega il cervello alla bocca": chissà quante volte abbiamo rivolto o ci siamo sentiti rivolgere questo invito. Ora è possibile approfondire  legami tra linguaggio e cervello. Accadrà nell'ambito della Brain Awareness Week 2018 organizzata da Fondazione Mondino, Università di Pavia e Scuola Universitaria Superiore Iuss con il patrocinio di Sin (Società Italiana di Neurologia) e Sins (Società Italiana di Neuroscienze). Ogni anno nel mese di marzo centinaia di manifestazioni in tutto il mondo presentano i risultati più interessanti della ricerca scientifica sul cervello e vengono organizzate iniziative di divulgazione e di formazione.

Lunedì 12 marzo alle 18 nella sala del camino della scuola Iuss è previsto "Il linguaggio e il cervello", dialogo tra il linguista Andrea Moro e il neurologo Stefano Cappa, entrambi docenti allo Iuss, per affrontare uno dei temi più affascinanti della ricerca sul cervello: l'organizzazione del linguaggio nella normalità e nella patologia. Si intrecceranno argomenti legati ai disturbi del linguaggio nelle malattie neurologiche, in particolare su base vascolare e degenerativa, dal punto di vista teorico e clinico (importanza diagnostica, riabilitazione) a tematiche legate alle ultime maggiori scoperte della linguistica contemporanea. Introduce Fabio Blandini, direttore scientifico della fondazione Mondino.

Martedì 13 marzo dalle 10.30, nell'aula magna dell'Università si terrà: "Human Brain Project: the endeavour of neuroscience", meeting italiano del progetto europeo per lo studio del cervello, finanziato con 1,2 miliardi di euro e che coinvolge al momento circa 120 laboratori in Europa, con l’obiettivo di produrre modelli su ampia scala delle funzioni cerebrali e di generare avanzamenti nella prevenzione e nella cura delle malattie neurologiche e psichiatriche.
L’Italia è in prima fila con un gruppo di laboratori di punta che operano nei settori della ricerca biologica, informatica, robotica e sanitaria.

Venerdì 16 marzo dalle 10 alle 14, nell'aula Berlucchi del Mondino è previsto il workshop "Neuroscienze 2.0: omica, neuroimaging e clinica per big data science". Le neuroscienze vivono un continuo rinnovamento, le nuove tecnologie producono grandi quantità di dati svelando gli aspetti più complessi delle patologie neurodegenerative. L’accelerazione della ricerca rischia però di portare a una frammentazione delle conoscenze; integrare le competenze specifiche, dalla proteina al sintomo, è invece necessario per tradurre l’avanzamento scientifico in innovazione terapeutica. Questo workshop ha lo scopo di rispondere a questa necessità presentando i big data nelle neuroscienze e il loro utilizzo; si partirà dalla singola molecola per arrivare ad approcci più complessi quali le tecnologie “omiche” e di neuroimaging, infine alla gestione ed integrazione di questi grandi dati per mezzo di database multimediali. Sarà anche l’occasione per assegnare l’ormai tradizionale “Best Paper Award”, che quest’anno premierà le migliori pubblicazioni scientifiche prodotte dai giovani ricercatori (under 40) della fondazione Mondino.