Legnano, 14 maggio 2020 - “Lullaby” è energia. E' l'euforia di scoprire qualcosa di nuovo dopo aver perso tutto. Non è soltanto una canzone. Un singolo con un video da oggi online. E' il primo capitolo di una storia fantascientifica che diventa anche la grande metafora autobiografica di Marco “Defio” De Fazi, legnanese impiegato per lavoro, musicista per passione e quindi “libero di essere sempre me stesso”.

E' un po' la Fase 2 della sua vita. E, oggi, anche del mondo. Che ricomincia dopo il baratro nero dell'emergenza Covid. Con quel ritmo rapido ed energico del pop punk che è il marchio di fabbrica di Defio, tra l'eredità inglese degli anni Settanta che trovi nei Green Day, le sonorità post Nirvana e Sonic Youth, l'acustica e l'elettronica anni Ottanta. Firma la sua musica con il nome 44Nope, lo stesso del gruppo nato con un gruppetto di amici sui banchi del liceo, cresciuto all'università e poi dissolto per “i casi della vita di ognuno”. Ma Defio non ha mai messo da parte la sua vena creativa: “Ho continuato a scrivere, a comporre. Il richiamo della musica l'ho sempre seguito”.

E il risultato è stato riprendere in mano il progetto dei 44Nope, un anno e mezzo di lavoro e un concept album di otto capitoli. Otto pezzi ognuno col suo stile musicale e il suo mood per seguire le diverse emozioni del protagonista della storia. Un ragazzo che scopre la leggenda di una donna che vive sperduta sulle montagne e con una voce celestiale. Così inizia il suo viaggio alla ricerca di quella figura che poi incontrerà e scoprirà essere un'aliena di passaggio sulla terra e pronta a ripartire. I due si innamorano e decidono di partire insieme fino ai confini della galassia, “ma la fine della storia non la spoilero”.

Bisognerà attendere luglio per ascoltare fino in fondo “Milky Way Vibrations” (con l'etichetta Sorry Mom!): il primo singolo - “Both of Us” - è uscito prima di Natale. Oggi tocca a “Lullaby” con il feat di Vinx (al secolo Vincenzo Mario Cristi) della band pop punk dei Vanilla Sky, che ha anche curato la produzione dell'intero album. Rispetto agli standard che il genere solitamente richiede, il testo non parla di frustrazioni o crisi esistenziali e nemmeno di feste con fiumi di birra e donne in bikini. Ci sono emozioni, allegria e malinconia. E c'è l'amore per la musica. Anche quando “vedo tutto grigio e non riesco a respirare”. Perché, cantava in una vecchia canzone, “non è mai troppo tardi per realizzare i sogni”.