La presentazione dell'evento in municipio
La presentazione dell'evento in municipio

Inzago (Milano), 27 gennaio 2019 - «Mai Inzago senza Vintage. E mai Vintage senza Inzago». Il Festival più amato della Martesana, il Vintage Roots Festival, non muore. Ma di qui in avanti avrà cadenza biennale. Pausa più lunga indispensabile per ottimizzare risorse e tempi organizzativi. Il prossimo appuntamento con l’edizione completa è per giugno 2020. Ma il popolo vintage non dovrà aspettare così tanto: in giugno la piazza di Inzago ospiterà una grande serata rockabilly.

Una specie di evento “Waiting for”, per tenere caldi i motori. «Non è detto: potrebbero esservene anche più di uno. E questi sì, non solo a Inzago, ma anche in altri Comuni». Un sospiro di sollievo, innanzitutto. L’incontro convocato ieri, cui erano presenti l’associazione Vintage Roots e il patron Davide Dado Bianchi, il sindaco Andrea Fumagalli e il vice Carlo Maderna, ma anche il presidente Pro loco Mario Barzaghi, il leader dell’Ecomuseo della Martesana Benigno Calvi e tanti amici e sostenitori della kermesse anni ’50, porge il fazzoletto a chi, da giugno, era inconsolabile per l’annunciata serrata della manifestazione. Davide Bianchi, imprenditore, creatore del festival ed entusiasta promotore delle serate inzaghesi per dieci anni di fila, l’aveva detto chiaro: «Costi ingenti, rischi enormi: basta un giorno di pioggia per sprofondare. Così non possiamo continuare: siamo stanchi». Ma era stato il sindaco Andrea Fumagalli, dal palco dei saluti dell’edizione numero dieci, l’ultima, a fornire le prime rassicurazioni: «Faremo tutto il possibile per mantenere in vita la manifestazione».

Ed eccoci a ieri. «In questi mesi – così Bianchi – ci siamo incontrati, abbiamo discusso, abbiamo messo sul tavolo i problemi, che ci sono, e le possibilità. Trasformare l’evento annuale in biennale è un sacrificio, ma non siamo l’unico Festival che torna ogni due anni, e vi saranno eventi prequel ruggenti, che consentiranno di mantenere alta l’attesa». I vantaggi. «Sono molti. Innanzitutto, economici. In questo modo abbiamo a disposizione il doppio del budget per evento. Noi abbiamo creato il festival per passione. Siamo andati avanti, sempre, per passione. Ma non possiamo non dire che eravamo sempre a filo. Con il sole, abbiamo sempre pareggiato. Ma basta un giorno di pioggia per farci andare in perdita. Se poi è nel fine settimana, ed è capitato, è la catastrofe». Molta sincerità: «Amiamo questo Festival, e, nonostante le opportunità vi siano state, non abbiamo mai pensato di trasferirlo altrove. Ma non potevamo vivere sempre in apnea». Due anni indipensabili anche a ricucire la rete di sostegno. Sono confermate le sponsorizzazioni di G&B Connect e del main sponsor Cogeser. «Aspettiamo conferma della sponsorizzazione di Bcc. Ma ci occorrono almeno due altri main sponsor».