Giubiana
Giubiana

Milano, 25 gennaio 2020  - Dopo Sant'Antonio Abate, l'ultimo giovedì di gennaio, in Lombardia, ci si prepara per il falò della Giubiana. Un grande fuoco che rischiarerà le tenebre con la speranza che bruci bene e velocemente così da scacciare l’inverno e propiziare l'anno appena iniziato. La cerimonia, che quest'anno cade il 30 gennaio, prevede un grande falò dove viene fatto bruciare un fantoccio di paglia vestito di stracci (la Giubiana), che rappresenta il malessere dell’inverno e i guai dell’anno trascorso. 

​Chi era la Giubiana

Sul nome “Giubiana” ci sono diverse interpretazioni. Iniziamo col dire che lo stesso nome cambia a seconda del territorio in cui si celebra il rito: Gibiana nella bassa Brianza, Giobbia in Piemonte, Giöeubia nel Varesotto, Giubiana/Giübiana/Gibiana nell’alta Brianza e nella provincia di Como, Zobiana in Trentino e nel Bresciano. Il nome potrebbe anche derivare da Joviana, ossia la dea della fertilità Giunone, ma anche dal padre degli dei Giove, in latino “Jupiter-Jovis”, da cui l’aggettivo Giovia, e quindi Giobia, ed ecco il perchè del giorno di giovedì. Da non diemnticare che giovedì era anche il giorno della settimana in cui le streghe facevano i loro riti satanici.

​Le leggende

Secondo una leggenda, nel XII secolo, Giubiana era una castellana fedifraga che tradì per amore la cittadina di Cantù, nella guerra tra milanesi e comaschi, venendo poi messa alla pubblica gogna pagando tra le fiamme la propria colpa come una Strega. Secondo altre leggende si farebbe risalire ai riti celtici del I secolo d.C, quando fantocci di vimini intrecciato venivano dati alle fiamme dai sacerdoti druidi per propiziarsi il favore degli dei in battaglia o per ottenere benevoli influssi nelle stagioni della semina e dei raccolti. Altri infine, attribuiscono gli attuali roghi a quelli dei sacerdoti cristiani che nel IV secolo d.C. bruciavano simbolicamente le divinità pagane. Grazie ad altre credenze popolari, sappiamo anche qual'era l'aspetto della Giubiana: una strega, spesso magra, con gambe molto lunghe e le calze rosse, che viveva nei boschi spostandosi di albero in albero e facendo spaventare soprattutto i bambini ed arrivando a ricercare un bambino da mangiare proprio l'ultimo giovedì di gennaio. C'è anche chi racconta che, una volta, una mamma le tese una bella trappola: preparò una gran pentola piena di risotto allo zafferano con la luganega e lo mise sulla finestra. Quando la Gibiana sentì il delizioso profumo del risotto corse con la sua scopa verso la pentola e mentre mangiava il risotto squisito non si accorse che stava per arrivare l'alba e al primo sole morì visto che i raggi del sole secondo la tradizione ucciderebbero le streghe. Ancora oggi, durante la festa della Giubiana, si mangia il risotto con la luganega e si beve il vin brulé.

Gli appuntamenti in Lombardia

Numerosi gli appuntamenti nelle piazze di alcune città lombarde. Non tutti cadono giovedì 30 gennaio, molti hanno preferito anticipare la festa al fine settimana precedente. 

 

MILANO

Giovedì 30 gennaio, alle 21, Gran Falò della Giöbia a Turbigo, al Campo della Giobia di via Trieste. I cittadini sono invitati a portare i campanacci e i brutti pensieri da bruciare nel rogo insieme alla vecchia strega. 

Giubiana CantùCOMO

Giovedì 30 gennaio, nella piazza principale di Cantù, viene bruciata la Giubiana. La tradizione popolare vuole che il manichino che viene arso su una pira, alla presenza del popolo e delle autorità, rappresenti la castellana traditrice della città. La Giubiana è diventata, pertanto, una sorta di rito celebrativo dell’identità e dell'orgoglio cittadini. Si tratta però soltanto di una leggenda completamente avulsa dalla realtà storica anche se la manifestazione nel suo complesso non manca di una sua originalità rispetto ai ben noti esempi di folclore lombardo dello stesso periodo diffusi in vari centri, come i falò di Sant'Antonio. Meglio per tutti, poi, se la Giubiana brucia bene: è un buon auspicio per l'anno appena iniziato.

Domenica 26 gennaio, a Lomazzo, torna l’appuntamento con il Rogo della Giubiana. L’evento si terrà presso il piazzale dell’oratorio, in via Milano 24, alle 15, con l’apertura degli stand del vin brulè. Il rito, come da usanza, prevede l’accensione di un grande falò con il fantoccio della Giubiana, fatto di paglia, che prenderà fuoco simboleggiando il vecchio anno che bruciando se ne va, per far spazio a un 2020 che, ci si augura, possa essere ancora più prospero e propizio per tutti. Sempre secondo la tradizione del rito, la festa della Giubiana sarà accompagnata dalla specialità del risotto alla luganiga, preparato dai cuochi dello staff per tutti i partecipanti. L’apertura dello stand gastronomico avverrà alle ore 18: a seguire, ci sarà l’accensione del falò. La manifestazione è organizzata dall’Associazione Pompieri Sempre Onlus: il ricavato dell’iniziativa sarà destinato all’acquisto di attrezzature di soccorso.

Una pentola (Foto di repertorio Newpress)Sabato 25  gennaio il Centro Giovanile, la Protezione Civile e il Gruppo degli alpini organizza il falò della Giubiana a Cabiate; alle 20.30 ci sarà il ritrovo sul piazzale della chiesa parrochiale, i bambini possono portare pentole, coperchi e cucchiai di legno per fare rumore. Alle 21 sarà accesso il falò e durante la serata in omaggio per tutti il “Risott con la Iugànega e il Vin Brulè”.

Domenica 26 gennaio, dalle 18, la Pro loco di Lurago Marinone organizza in oratorio il falò dove viene bruciato il fantoccio di una strega. I bambini delle elementari posso trascrivere su un foglietto i cattivi ricordi dell’anno passato e a gettarli poi sul fuoco in modo che vengano inceneriti e dimenticati. Offerti sempre risotto con la luganega e vin brulè. 

Sabato 1 febbraio dalle 19:30 presso l’Oratorio di Rogeneno ci sarà la tipica cena lombarda con risotto con luganiga e stinco di maiale. La cena è su prenotazione; per prenotare rivolgersi a Vittorio Brambilla 335 438736. La prenotazione deve essere entro il 29 gennaio, i posti limitati.

Giovedì 30 gennaio l’associazione anziani e pensionati, presieduta da Carlo Molteni, con la collaborazione della Scuola Primaria Ada Negri, la Scuola dell’Infanzia Carlo Pizzala, il Corpo musicale “La Trionfante, il Gruppo Protezione Civile e il Gruppo Alpini di Orsenigo organizza il falò della Giubiana. Il ritrovo sarà alle 18.50 – 19 alla Scuola Primaria Ada Negri per i bambini delle elementari e i ragazzi delle medie; all’Asilo per i più piccoli. Alle 19.05 parte il corteo con il fattoccio e la banda, alle 19.10 i bambini dell’asilo si uniscono al corteo e alle 19.40 si arriva al Parco di Liegro dove ci sarà il falò della Giubiana; a seguire sarà offerto il risotto con la Luganega a tutti, offerto dall’associazione anziani e pensionati. In caso di maltempo la manifestazione è spostata sabato 1 febbraio. L’evento è patrocinato dal Comune.

 

BibliotecaLECCO

Torna anche quest’anno il tradizionale appuntamento con il rogo della Giubiana a Merate. La data è fissata per il pomeriggio di sabato 25 gennaio con l’iniziativa proposta dalla Proloco di Merate per bruciare il fantoccio raffigurante la vecchia strega magra e con esso i mali dell’inverno e dell’anno appena trascorso. Il ritrovo per i bambini è previste alle 15 in biblioteca per il laboratorio a tema “Harry Potter’s Magic Creatures” a cura di IH Team Lingue Merate. Alle 16.30, sempre dalla biblioteca, partirà il corteo per le vie del centro diretto al parco del cannocchiale di Villa Belgiojoso. Durante il percorso si terranno delle dimostrazioni di danze Scozzesi e, una volta raggiunto lo spiazzo antistante la statua dell’Ercole, si brucerà il fantoccio accompagnati da balli e suoni di cornamuse. Sarà presente in loco il gazebo con i volontari Proloco per chi volesse riscaldarsi con del vin brulè e ristorarsi con un panino.

 

Un falò accesoMONZA

La vecchia strega simbolo dei mali della passata stagione è pronta a bruciare nel cuore dell’inverno. Sabato 25 gennaio, il quartiere “Fuin” di Seregno sarà ancora una volta teatro del rogo della strega che viveva nei boschi e che si cibava di bambini, fino a che un giorno una mamma le tende una trappola attirandola, con un risotto giallo, alla luce del sole che la brucia all’istante.  L’appuntamento è alle 20 nell’area feste di Via Cagnola a Seregno per la degustazione del Risotto della Giubiana, riso giallo allo zafferano con luganega (salsiccia) al prezzo simbolico di un euro a piatto e alle ore 21.30 il racconto della leggenda della Giubiana, con la straordinaria partecipazione degli allievi di Academy Musical Arts, che culminerà con il tradizionale rogo del fantoccio.

A Giussano, domenica 26 gennaio, alle 17, avrà luogo il tradizionale corteo con partenza da Via De Gasperi e arrivo al parco Nicholas Green, dove si effettuerà il rogo della Giubiana di Giussano medievale.  I roghi delle Giubiane si terranno inoltre: giovedì 30 gennaio, alle 21, a Paina e alle  20.30, a Robbiano. Sabato 1 febbraio, alle 21, al Laghetto; alle ore 20.30, a Birone. E domenica 2 febbraio, alle 17.30, in Via Adige 20, Giubiana Aido.

Giovedì 30 gennaio, 'Bruciamo la Giubiana' a Macherio. Partenza corteo 18.30, Corte del Cagnat, via Roma 38. Si potranno gustare riso con luganega, panettone, vin brulè, cioccolata.

Appuntamento con la Giubiana anche a Seregno, giovedì 30 gennaio. Il fantoccio sarà trasportato al Fuin, in via Cagnola, per essere bruciato. A seguire, dalle 20 circa, inizierà la degustazione del “Risotto della Giubiana”, riso giallo allo zafferano con luganega al prezzo simbolico di un euro a piatto e, alle  21:30, ci sarà la rievocazione della “Vera Storia della Giubiana” con il rogo finale.

 

Un piatto di risotto alla milaneseVARESE 

Giovedì 30 gennaio torna la secolare tradizione della Giöbia, la festa popolare tra le più attese e amate a Busto Arsizio. Amministrazione comunale, Ascom Confcommercio Busto e Distretto del commercio di Busto Arsizio si sono messi sono all’opera per organizzare al meglio la giornata, con il mondo del commercio e le associazioni che abitualmente si occupano di tramandare la tradizione dei falò propiziatori che scacciano l’inverno per lasciare il posto al risveglio primaverile, allontanando i guai dell’anno passato. Come d’abitudine, dopo i falò delle Giöbie in piazza Einaudi non mancherà un momento conviviale a cui sarà invitata tutta la cittadinanza: la tradizione vuole infatti che le famiglie bustocche accompagnino la festa con una robusta cena a base di risotu cunt’a lüganiga, il piatto tipico che sarà distribuito in piazza san Giovanni. 

Sabato 25 gennaio Gran Falò della Gioeubia in piazza a Oggiona Santo Stefano​. Dalle 19 aperto lo stand gastronomico con specialità cotechino e lenticchie. 

Giovedì 30 gennaio le Giöbie bruceranno anche a Mornago e Gallarate, all'oratorio S.G. Bosco nel rione di Arnate.