Una delle opere di Pier Paolo Nudi esposte alla mostra
Una delle opere di Pier Paolo Nudi esposte alla mostra

Milano, 14 febbraio 2020 - Geometrie e trasparenze, linee, forme, ordini e colore. C’è tutto nell’opera di Pier Paolo Nudi, dal titolo “Duemila4zero7” (con testo critico di Roberto Sottile) che sarà inaugurata sabato 15 febbraio alle ore 18 nella sede della Ambrosiana Art Gallery di Milano (via Sant’Agnese, 18. La mostra sarà poi visibile dal 17 febbraio al 31 marzo). Venti opere realizzate ad hoc per l’evento, suddivise in sei sezioni, ognuna con un linguaggio ben preciso codificato da Nudi. Tutto studiato nei minimi dettagli, persino il nome della mostra: “Duemilaquattrocentosette” che rappresenta la somma numerica dei poligoni presenti sulle opere esposte in mostra. “La superficie pittorica diventa palcoscenico su cui l’artista mette in scena razionalità e apparenza, dimensioni e codici si muovono nello spazio dell’opera d’arte grazie alla luce e al colore”, spiegano da Ambrosiana Art Gallery. Originario della provincia di Cosenza, Nudi ha iniziato da bambino a esplorare il mondo dell’arte fino a farla diventare da passione a professione con collaborazioni eccellenti con scultori ed esperti di iconografia. Il suo stile respira le influenze concettuali di artisti come Mondrian, Frank Stella, Castellani, Nauman e Rauschenberg. Vincitore del Galà de l’Art 2016 di Montecarlo, ha esposto in tutta Italia. A Piacenza la sua personale “MultivariArte” del 2017 è stata curata dal critico Vittorio Sgarbi.

Milano, 14 febbraio 2020 - Geometrie e trasparenze, linee, forme, ordini e colore. C’è tutto nell’opera di Pier Paolo Nudi, dal titolo “Duemila4zero7” (con testo critico di Roberto Sottile) che sarà inaugurata sabato 15 febbraio alle ore 18 nella sede della Ambrosiana Art Gallery di Milano (via Sant’Agnese, 18. La mostra sarà poi visibile dal 17 febbraio al 31 marzo).

Venti opere realizzate ad hoc per l’evento, suddivise in sei sezioni, ognuna con un linguaggio ben preciso codificato da Nudi. Tutto studiato nei minimi dettagli, persino il nome della mostra: “Duemilaquattrocentosette” che rappresenta la somma numerica dei poligoni presenti sulle opere esposte in mostra. “La superficie pittorica diventa palcoscenico su cui l’artista mette in scena razionalità e apparenza, dimensioni e codici si muovono nello spazio dell’opera d’arte grazie alla luce e al colore”, spiegano da Ambrosiana Art Gallery.

Originario della provincia di Cosenza, Nudi ha iniziato da bambino a esplorare il mondo dell’arte fino a farla diventare da passione a professione con collaborazioni eccellenti con scultori ed esperti di iconografia. Il suo stile respira le influenze concettuali di artisti come Mondrian, Frank Stella, Castellani, Nauman e Rauschenberg. Vincitore del Galà de l’Art 2016 di Montecarlo, ha esposto in tutta Italia. A Piacenza la sua personale “MultivariArte” del 2017 è stata curata dal critico Vittorio Sgarbi.