Gusto e colore dell’asparago rosa derivano dalle caratteristiche uniche del terreno argilloso di Mezzago

Mezzago (Monza e Brianza), 18 aprile 2018 - Lo smalto è lo stesso di sempre, la 58esima edizione della Sagra dell’Asparago Rosa è pronta al debutto. Mezzago si prepara ad accogliere l’esercito di gaudenti che per più di un mese si gusterà la prelibatezza più famosa della Brianza. Ma il Maggio, cartellone che ruota intorno al re degli ortaggi, parte ad aprile e nel week-end ci saranno degustazioni all’oratorio San Luigi (prenotazioni on-line www.mezzago.eu – tel. 335.81.29.917). Non è solo una festa del palato, o di un successo economico in scala locale che pesca dalla tradizione ma si muove con abilità nel mondo 4.0, è un evento culturale. È storia di relazioni che si rinnovano, con una girandola di appuntamenti ogni fine settimana: musica, poesia, teatro e letteratura, giochi per bambini, solidarietà, gusto. La coltura è la regina della campagna vimercatese.

Di asparagi bianchi e verdi ce ne sono in gran quantità in Italia. Ma quello con il gambo bianco e la punta rosa si trova solo da queste parti. Inutile provare a coltivarlo altrove: gusto e colore gli derivano dalle caratteristiche uniche del terreno argilloso di Mezzago. Per questo ha ottenuto la denominazione di origine comunale (Deco), inventata da Luigi Veronelli, proprio nel tentativo di rilanciare i prodotti agricoli locali di cui è ricco il Paese. Ogni anno, da aprile a maggio, una cooperativa e agricoltori autonomi ne producono più di 500 quintali. I famosi pacchetti con l’inconfondibile marchio rosa sono già spuntati sugli scaffali dei supermercati. Mentre i più esigenti possono acquistarli direttamente alla fonte. Il progetto di recupero e valorizzazione avviato nel 2000 sotto l’egida dell’università – l’asparago rosa risale ai Romani - ha promosso un modello di sviluppo rurale alternativo a quello più diffuso, nell’interesse reciproco di coltivatori, realtà economico-imprenditoriali e cittadini-consumatori. Dalla terra alla tavola, la filiera è stata antesignana in quanto a sostenibilità. «Qui si faceva quando non era ancora di moda», dice il sindaco Giorgio Monti. Insieme ad altri 90 volontari gestirà l’affollatissimo ristorante della Pro loco.

barbara.calderola@ilgiorno.net