"Ritrovamento di Erittonio", quadro di Rubens in mostra a Palazzo Reale
"Ritrovamento di Erittonio", quadro di Rubens in mostra a Palazzo Reale

Milano, 21 ottobre 2016 - Rubens in mostra per quattro mesi a Palazzo Reale di Milano. Sono 40 le opere del fiammingo vissuto fra il 1577 (Siegen) e il 1640 (Anversa), divenuto grande esponente del Barocco europeo che verranno esposte in occasione di "Pietro Paolo Rubens e la nascita del Barocco". La mostra dedicata al pittore, 40 le opere, saranno esposte dal 26 ottobre al 26 febbraio insieme a quelle di una trentina di artisti italiani dello stesso periodo, che trovarono in lui un riferimento. Le hanno prestate importanti musei, come l'Ermitage di San Pietroburgo, il Prado di Madrid, la Gemaldgalerie di Berlino, la collezione del Principe del Liechtenstein e gli italiani Musei Capitolini, la Galleria nazionale di Arte Antica di Roma, la Galleria Borghese, gli Uffizi e la Galleria Palatina di Firenze, Palazzo Ducale di Mantova, il Museo Archeologico di Napoli. Tra i capolavori esposti figurano «Saturno che divora uno dei suoi figli», «San Gregorio con Santa Domitilla, San Mauro e San Papiniano», «Ritratto della figlia Clara Serema».

La mostra, con gli studi che l'hanno accompagnata, ha permesso anche di approfondire i rapporti di Rubens con l'Italia, dove soggiornò dal 1600 al 1608 e fu molto apprezzato, tanto da ricevere anche incarichi che andavano oltre l'attività di pittore. Poco dopo il suo arrivo, a Venezia, lo conobbe il duca di Mantova, Vincenzo Gonzaga, che lo volle come suo pittore di corte. A Mantova Rubens dipinse il trittico per la chiesa di Santa Trinità e ricevette anche un incarico diplomatico presso il Re di Spagna. In seguito si spostò a Roma, dove esegui «Esaltazione della Croce», «Gesù incoronato di spine» e «Innalzamento della croce» per la Basilica di Santa Croce in Gerusalemme. Fu poi a Genova, dove dipinse «La circoncisione» per la chiesa di Sant'Ambrogio ed il ritratto di Brigida Spinola Doria. Altra tappa italiana fu a Fermo, dove lasciò «L'adorazione dei pastorì nella chiesa degli Oratoriani. Una grave malattia della madre lo costrinse infine a tornare ad Anversa, lasciando l'Italia per sempre. Continuò comunque a lavorare nel nord Europa. Le sue opere segnarono il superamento degli schemi compositivi cinquecenteschi, portando all'affermazione delle soluzioni luministiche del Barocco.