STEFANO ZANETTE
Pavia

Garlasco, il Dna ignoto su Chiara Poggi non è degli amici di Sempio: esclusi Freddi, Capra e il ‘frate’ Biasibetti. Caccia al terzo uomo

Si replica l’analisi del tampone orale, attesi i risultati sul materiale genetico. Già esclusi i profili del condannato Alberto Stasi e dell’indagato Andrea Sempio, al vaglio quelli degli amici. La pista che porta a Michele Bertani, morto suicida

Garlasco, il Dna ignoto su Chiara Poggi non è degli amici di Sempio: esclusi Freddi, Capra e il ‘frate’ Biasibetti. Caccia al terzo uomo

Garlasco (Pavia), 14 luglio 2025 –  Resterà probabilmente ignoto, ma è una prova irrilevante anche questa”. Massimo Lovati, che con la collega Angela Taccia difende Andrea Sempio, indagato dalla Procura di Pavia nell’indagine sullomicidio di Chiara Poggi, avvenuto a Garlasco il 13 agosto 2007, non crede nella ‘svolta’ del Dna maschile estratto dal tampone orale della vittima nell’incidente probatorio. Per oggi è atteso l’esito della ripetizione, necessaria per validare scientificamente il risultato, che con tutta probabilità arriverà solo a confermare la presenza di questo profilo Y ignoto, come già comunicato venerdì dai periti ai consulenti delle parti, che con i ‘dati grezzi’ hanno potuto trarre ciascuno le proprie conclusioni, facendo le comparazioni con i Dna che ognuno ha a disposizione.

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Esclusi il già condannato in via definitiva Alberto Stasi e Andrea Sempio, ma anche i Poggi (padre e figlio hanno lo stesso aplotipo Y, trovato insieme al sangue di Chiara nel frammento del tappetino del bagno) e gli altri due profili che la stessa Procura aveva fatto confrontare nella consulenza a riscontro di quella della difesa di Stasi sul materiale estratto dai margini ungueali della vittima

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Indiscrezioni, non confermabili in questa fase, danno per esclusi i Dna degli amici di Sempio, Roberto Freddi, Mattia Capra e Alessandro Biasibetti, non indagati, i cui Dna non risulterebbero ancora essere stati acquisiti per le comparazioni decise nell’estensione dell’incidente probatorio tra gli altri soggetti maschili che frequentavano casa Poggi.

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Nell’ipotesi accusatoria degli inquirenti, e cioè che Sempio possa aver agito in concorso con altre persone, al momento ignote, inevitabile che la prima esclusione, tolto l’amico diventato frate (che in quei giorni dell’estate 2007 era in Trentino con la famiglia e i Poggi), potesse riguardare quegli stessi amici le cui abitazioni sono anche state perquisite il 14 maggio, in contemporanea con l’appartamento di Sempio e la casa dei genitori. Gli stessi e unici amici con cui l’indagato quel giorno di 18 anni fa scambia telefonate e sms.

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Da verificare la possibilità di una comparazione con il profilo di un altro amico di Sempio. Michele Bertani, morto suicida nel 2016. Ma se non è qualcuno della cerchia stretta nota agli investigatori, non sarà semplice risalire all’identità, se verrà ritenuto dai periti che la conferma del Dna nella bocca della vittima sia una prova della presenza sulla scena del crimine.

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In questo quadro avrà un peso anche la nuova ricostruzione della dinamica del delitto affidata dalla Procura ai consulenti del Ris di Cagliari, che hanno effettuato il sopralluogo a casa Poggi il 9 giugno per le nuove triangolazioni. Per la sentenza che ha condannato in via definitiva Stasi, l’omicida era solo uno e Chiara era stata colpita da dietro senza aver avuto la possibilità di difendersi o reagire. Un quadro, come sottolineato più volte non tanto dalla difesa di Sempio quanto soprattutto dai legali della famiglia Poggi, che se già rende poco significativo nella cosiddetta dinamica omicidiaria pure il Dna trovato sulle unghie della vittima, ancor più difficilmente potrebbe spiegare la presenza di una terza persona che con la mano tappa la bocca di Chiara per non farla gridare mentre viene aggredita da dietro.

Andrea Sempio
Andrea Sempio

Sempre che il profilo emerso dal tampone orale, come ipotizzato dai consulenti dei Poggi e di Sempio, non sia una ulteriore traccia da contaminazione, come l’altra attribuita all’assistente del medico legale, in questo caso di qualcuno che però al momento non risulta tra le persone comparabili (oltre al medico legale e al suo assistente sono già stati esclusi i profili delle persone che il 4 luglio hanno maneggiato il campione, ovvero i periti della polizia scientifica e i consulenti della difesa di Sempio, generale Luciano Garofano, e della famiglia Poggi, Marzio Capra). “L’ipotesi più probabile, secondo i nostri consulenti – ribadisce l’avvocato Lovati – è che si tratti di una traccia da inquinamento, come già l’altra”.

La mattina del 13 agosto 2007 a Garlasco viene trovata morta una ragazza di 26 anni: Chiara Poggi. Il corpo senza vita è riverso sulle scale che portano in taverna, nella sua abitazione in via Pascoli. Era sola in casa, perché la famiglia (padre, madre e fratello) stava trascorrendo alcuni giorni di vacanza in montagna, in Trentino. A fare la terribile scoperta è il fidanzato Alberto Stasi, che si era recato da lei perché non rispondeva al telefono: il giovane chiama i soccorsi e si reca in caserma dai carabinieri. Entro pochi giorni diventa il primo indiziato per il delitto della 26enne: verrà poi condannato a 16 anni con l'accusa di omicidio volontario (da aprile 2025 è in regime di semilibertà).

Oggi che c'è un altro indagato: Andrea Sempio, grande amico di Marco, fratello della vittima. Il 37enne è rientrato nelle indagini a marzo 2025, dopo che era stato scagionato nel 2017. Ma nella nuova inchiesta spuntano tanti nomi: dalle gemelle Stefania e Paola Cappa, cugine di Chiara, a Roberto Freddi e Mattia Capra, amici di Sempio e Marco Poggi.