MASSIMILIANO MINGOIA
Cronaca

Leonka bis, ecco il bando: parte (tra le polemiche) l’iter per assegnare una sede. Tempi e scelte

Il centrodestra: adesso l’esposto. La Giunta Sala reagisce al blitz senza preavviso accelerando su via San Dionigi

A sinistra il Leoncavallo in via Watteau, a destra il capannone comunale abbandonato di via San Dionigi

A sinistra il Leoncavallo in via Watteau, a destra il capannone comunale abbandonato di via San Dionigi

Milano, 28 agosto 2025 –  Botta e risposta. A una settimana dallo sgombero del Leoncavallo voluto dal Ministero dell’Interno che tanto ha fatto arrabbiare il sindaco Giuseppe Sala (“non hanno avvertito il Comune”), la Giunta di Palazzo Marino ha approvato le linee di indirizzo di una delibera che potrebbe consentire agli antagonisti di ottenere una nuova sede pubblica e legale, in un capannone attualmente dismesso in via San Dionigi 117, un’area di 8 mila metri quadrati.

La delibera – preparata dalla vicesindaco con delega alla Rigenerazione urbana Anna Scavuzzo e illustrata in Giunta dall’assessore al Welfare Lamberto Bertolè (l’unica assente, ieri mattina durante la seduta dell’esecutivo, era l’assessora ai Servizi civici Gaia Romani) – avvia una procedura pubblica per raccogliere manifestazioni di interesse relative alla riqualificazione degli immobili compresi nell’ambito di rinnovamento urbano di Porto di Mare, in particolare nella zona di via San Dionigi, che è nella periferia sud-est di Milano.

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Nelle prossime settimane l’iter proseguirà con la pubblicazione di un avviso finalizzato alla presentazione delle proposte progettuali che, se ritenute idonee e coerenti con le finalità dell’avviso, costituiranno le linee guida per il bando pubblico. La delibera comunale prevede che i progetti dovranno essere corredati da un piano economico-finanziario e che l’area messa a bando sarà affidata attraverso la cessione del diritto di superficie fino a un massimo di novant’anni e sarà possibile prevedere uno scomputo dal canone concessorio quantificabile sulla base degli interventi di valorizzazione degli immobili necessari e previsti dalla proposta progettuale.

Nel caso in cui il Leonka facesse un passo avanti – tramite l’omonima Fondazione nata nel 2004 – sul lotto di via San Dionigi 117, serviranno almeno 300 mila euro solo per la bonifica dell’amianto del tetto del capannone. Una spesa che potrebbe essere scomputata dal canone di concessione.

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La presidente dell’associazione Mamme antifasciste del Leoncavallo Marina Boer, intanto, commenta: "Ovviamente il fatto che ci sia questo bando, che il Comune di Milano continui ad essere disponibile, è un fatto positivo. Ma dobbiamo vedere gli estremi del bando, in che termini viene posto”.

Delibera a parte, i leoncavallini si preparano all’assemblea pubblica prevista il 2 settembre alla Camera del Lavoro in vista della manifestazione del 6 settembre che partirà da Porta Venezia. Il centrodestra, invece, annuncia battaglia contro il bando pro-Leonka. La Lega, con il segretario cittadino Samuele Piscina e l’europarlamentare Silvia Sardone, affonda il colpo: "La sede comunale al Leoncavallo è un’indecenza inaccettabile. Siamo pronti a presentare esposto alla Procura e alla Corte dei Conti”.

Una linea simile a quella del deputato di FdI ed ex vicesindaco Riccardo De Corato: “L’approvazione delle linee guida del bando per nuova sede al Leonka è l’ennesimo “sfregio“ a Milano e milanesi. Presenterò una richiesta di accesso agli atti e un esposto a Procura e Corte dei Conti”.