IVAN ALBARELLI
Editoriale e Commento

La scommessa del Leonka

Il trasferimento del centro sociale in via S. Dionigi, un’opportunità di riscatto

Il centro sociale Leoncavallo negli spazi di via Watteau

Il centro sociale Leoncavallo negli spazi di via Watteau

Allontanato da via Watteau perché si trovava in una situazione d'illegalità, potrebbe diventare un presidio di legalità in una zona, quella di Porto di Mare a ridosso di Rogoredo, dove prosperano spaccio e consumo di droga. È la scommessa di fronte alla quale si trova ora il Leoncavallo, ormai destinato a trasferirsi, dopo lo sgombero del 21 agosto, in un capannone inutilizzato del Comune di Milano in via San Dionigi. Il bando confezionato su misura per il Leonka adesso c'è.

Sarà dunque questione di qualche mese e per il centro sociale più famoso d'Italia si aprirà una terza vita, dopo gli esordi negli anni Settanta in via Mancinelli e la trentennale esperienza che si è appena conclusa in zona Greco. Per i suoi detrattori è sempre e solo stato un covo di sbandati, estremisti e tossici. Per simpatizzanti e frequentatori un laboratorio di creatività, sperimentazioni artistiche e musicali in una città da sempre avara di spazi autogestiti per i giovani. In via San Dionigi i leoncavallini potranno finalmente dimostrare che una realtà come la loro non rappresenta un peso per chi ci deve convivere, né un problema di ordine pubblico, ma un'opportunità anche di rigenerazione urbana.