
Cantieri a Milano in via Monte di Pietà
Milano, 29 agosto 2025 – Il palazzo al civico 7, mattone dopo mattone e piano dopo piano, è salito verso l’alto, incastrato fra antichi e più recenti edifici in via Anfiteatro, a pochi passi dai tavolini dei bar e dai negozi chic di corso Garibaldi. Operai sui ponteggi e passaggio di mezzi nel cantiere, un cartello segnala la “ristrutturazione edificio mediante demolizione e ricostruzione”, con “Scia alternativa al permesso di costruire”. Da Brera alle Cinque Vie, dove in via Zecca Vecchia il movimento sulla spianata recintata è testimoniato dalla presenza di un’autogru e dall’apertura dei cancelli affacciati su uno spazio vuoto. Sono due dei progetti nel cuore di Milano finiti nelle inchieste della Procura sulla gestione dell’urbanistica cittadina, in zone che per il loro valore storico e architettonico sono sottoposte a particolari tutele. Aree dove il valore degli immobili è alle stelle, e dove il flusso record di turisti attrae investitori.
In una conversazione intercettata dalla Gdf il 18 settembre 2024 l’architetto Marco Emilio Cerri, fondatore dello studio Archimi che ha progettato l’intervento in via Anfiteatro, esprimeva all’ex dirigente comunale Giovanni Oggioni (ora sottoposto al divieto di dimora a Milano) tutta la sua preoccupazione per le inchieste: “Penso che poi arriverà anche Anfiteatro di questo passo, sarà tutto uno scatafascio”.
Timori che si sono concretizzati, perché lo stesso Cerri è stato sottoposto dal gip Mattia Fiorentini all’interdizione per un anno dalla professione e dai pubblici uffici. Oggioni, che era direttore dello Sportello unico edilizia quando i lavori ottennero il disco verde, è accusato in concorso con Cerri, con l’allora presidente della Commissione per il paesaggio Prusicki e con altri, di falso in atto pubblico, per “aver rappresentato falsamente l’intervento come una ristrutturazione edilizia”, su un’area vuota dal 2006, quando era stato demolito l’edificio settecentesco con due corpi di 5 e 3 piani. Un’area vuota che, nel progetto, è riempita con due edifici di 4 e 11 piani “fuori sagoma, altezza e sedime” rispetto all’edificio precedente. Il terreno, in una delle zone-gioiello della città, ha una storia intricata alle spalle: il lotto, tra il 2008 e il 2009, è stato inserito dal Comune nel Piano di Alienazione e Valorizzazione Immobilliare (Pavi), venduto a Bnp Paribas Real Estate che poi a sua volta lo ha ceduto nel 2018 alla società Rs Sviluppo dei costruttori Rusconi, che hanno costruito anche la Torre Milano alla Maggiolina ora al centro di un processo per presunti abusi edilizi.
Il progetto era finito anche davanti al Tar, che nel 2021 aveva dato ragione al Comune e ai costruttori respingendo il ricorso di alcuni residenti, con sentenza confermata dal Consiglio di Stato. L’intervento però, secondo il gip Fiorentini, non avrebbe potuto qualificarsi come ristrutturazione in quanto “avrebbe comportato un aumento esponenziale di volumetria”. Apparteneva all’amministrazione anche un’altra zona di pregio, in via Zecca Vecchia, non lontano dal Duomo. Come quella in via Anfiteatro era tra le aree, in gergo tecnico “ex B2”, cedute con gare ai privati e, infine, messe all’asta per nuovi interventi immobiliari. Fino al progetto di “realizzazione”, nel caso “più macroscopico” di via Zecca Vecchia, “di un albergo con 199 camere”, con aumento delle volumetrie in violazione delle normative, senza piani attuativi e con atti “falsi” sempre con l’avallo, secondo le accuse, della Commissione per il paesaggio ora azzerata. Dalle Cinque Vie si torna a Brera, attraversando un centro storico costellato da cantieri e lavori stradali, alle “corti“ in via Monte di Pietà, edificio attribuito all’architetto Piermarini nel diciottesimo secolo. Qui i pm Petruzzella, Fillippini e Clerici, sulla base di chat e documenti analizzati, contestano il tentativo di “ristrutturazione edilizia” in pieno “centro storico” portato avanti da Manfredi Catella con un progetto dell’archistar Renzo Piano, in una zona dove in base al Testo unico edilizia non sarebbe possibile “comportare modifiche dei volume e delle altezze”.