
Una panoramica aerea dello stadio Meazza a San Siro
Milano, 28 agosto 2025 – Vengano "fermate e ridiscusse le operazioni immobiliari sotto inchiesta a Milano, in primis San Siro" e la "nuova legge urbanistica non sia una Salva-Milano bis, ma un potenziamento delle norme a favore della città pubblica e del governo democratico e trasparente delle trasformazioni". Sono i contenuti di "un appello per una svolta urbanistica a Milano e in Italia", firmato da più di "200 docenti universitari di tutta Italia, tra cui urbanisti, architetti, giuristi, sociologi, antropologi, filosofi" e inviato oggi "al sindaco, alla Giunta Sala e ai consiglieri comunali di Milano".

"Sistema di governo opaco”
I firmatari dell'appello, che già in passato avevano portato avanti iniziative del genere, come "professori del No alla Salva-Milano", invitano anche "i membri delle istituzioni pubbliche e dei partiti a prendere atto che, al di là dalle singole responsabilità penali e civili che saranno accertate nel corso dei processi, le indagini giudiziarie sull'urbanistica milanese hanno messo in luce un sistema di governo della città opaco e non democratico, profondamente ingiusto sul piano della redistribuzione delle risorse e dannoso per lo sviluppo economico italiano".

I nomi dei firmatari
Tra i firmatari dell'appello figurano Paolo Maddalena, vicepresidente emerito della Corte costituzionale, Salvatore Settis e Filippo Barbera. "Bisogna proporre – scrivono nell'appello – nuove forme di pianificazione in grado di far fronte agli effetti del cambiamento climatico e del degrado ambientale, di tutelare l'interesse degli abitanti e la qualità ambientale e sociale dei luoghi dall'eccessiva rapacità degli investitori".

La Goccia negli ex gasometri
Tra i progetti "da fermare e ridiscutere", secondo i firmatari, ci sono "la vendita dello stadio Meazza, lo sviluppo degli ex scali ferroviari, la Beic-Biblioteca Europea, la Goccia della Bovisa, il centro commerciale in mezzo a piazzale Loreto, l'edificazione di grandi volumi sui binari della stazione Cadorna (progetto Fili)”.
La spada di Damocle del vincolo
Proprio sulla vicenda della vendita di San Siro si apre con settembre, e archiviata la pausa estiva, una partita decisiva. Con l’ultimatum a Palazzo Marino da parte di Milan e Inter. Le due squadre vogliono infatti portare a casa l’acquisizione del Meazza entro il 30 settembre. Data “ultima”, anche alla luce del fatto che sull’iter di dismissione da parte del Comune –fortemente voluto dal sindaco Sala, ma ora tutto in salita per via delle inchieste sull’urbanistica che hanno terremotato il mondo politico e dell’imprenditoria milanesi – pende la spada di Damocle del vincolo sul secondo anello del Meazza destinato a entrare in vigore il 10 novembre, che renderebbe quindi inattuabile ogni operazione immobiliare. Quella cioè voluta da rossoneri e nerazzurri, che prevede la costruzione di un nuovo impianto da 71mila posti, accompagnato da spazi commerciali, uffici, aree verdi e un museo.