
Un'azienda del settore farmaceutico, a destra un'impresa del settore tessile: due colonne portanti del tessuto economico varesino
Varese, 29 agosto 2025 – Imprese varesine col freno a mano se non tirato, quanto meno pronto ad attivarsi. Con gli occhi puntati ora su Roma ora su Bruxelles, e soprattutto sulla situazione internazionale a cominciare dalla guerra dei dazi con gli Stati Uniti di Trump e quella combattuta in Medio Oriente. È il quadro a luci e ombre che esce dalla consueta e periodica indagine congiunturale di Confindustria Varese relativa al secondo trimestre di quest’anno, i mesi cioè di aprile, maggio e giugno. Una fase dunque di debolezza congiunturale, con gli ordinativi totali restano tuttavia in territorio positivo e la tenuta e il parziale recupero di quelli esteri.
Incertezza internazionale
A generare incertezza è dunque la situazione geopolitica internazionale e commerciale, soprattutto per l'inasprimento del conflitto tra Israele e Iran (la ''guerra dei 12 giorni'') e per l'incertezza sugli annunci statunitensi relativi ai nuovi dazi generalizzati. Fattori che hanno portato da una parte a un rialzo della volatilità sui mercati, ma dall'altra all'apprezzamento dell'euro a 1,16 dollaro/euro, che ha invece favorito una riduzione dell'inflazione importata, consentendo alla Banca centrale europea di anticipare il ciclo di allentamento monetario. In calo complessivamente le ore di cassa integrazione richieste dalle aziende. Un dato positivo, certamente, ma che si accompagna a una “spaccatura” fra aziende che prevedono di crescere ancora nel terzo e quarto trimestre dell’anno e quelle che invece affermano il contrario. Ma vediamo la situazione settore per settore.

Chimica e farmaceutica
Nei comparti chimico e farmaceutico, nel secondo trimestre 2025 il quadro è sostanzialmente bipartito tra un 47,3% di imprese che segnala una riduzione dei livelli produttivi rispetto al primo trimestre e un 36,2% che ne indica un aumento; solo il 16,5% ne indica la stabilità. Il saldo delle risposte è quindi pari a – 11,1 punti percentuali, restituendo un quadro di filiera diversificato tra gli attori coinvolti. Tuttavia, gli ordinativi complessivi ed esteri segnalano per la netta maggioranza dei rispondenti un calo a fine trimestre (85,6%), condizionando anche le attese sulla produzione per il terzo trimestre che si fanno altrettanto negative per la stessa percentuale di rispondenti. La volatilità degli input energetici e la variabilità della domanda globale impattano con ogni probabilità sul clima di fiducia. Nei comparti gomma e plastica, nel secondo trimestre 2025 il 62,3% delle imprese indica un calo dei livelli produttivi e il 33,4% un aumento; solo il 4,3% ha indicato stabilità. Il saldo si attesta così a -28,9 punti percentuali, in peggioramento rispetto alla rilevazione precedente.
Per quanto concerne la dinamica del portafoglio ordini a fine trimestre, si assiste tuttavia ad una netta maggioranza di risposte di aumento sia per gli ordini totali sia per gli esteri (per il 91,6% dei rispondenti). Si assiste probabilmente ad un fenomeno di backlog sugli ordini passati dovuto a vincoli di costi degli input energetici e di materia prima, che orientano alla prudenza anche sulle previsioni sul terzo trimestre 2025, che per l'89,1% delle imprese dovrebbe essere un periodo di stabilità dei livelli produttivi.
Cassa integrazione
Nel secondo trimestre 2025, a livello provinciale, l'Inps rileva che nei settori chimico-farmaceutico e gomma-plastica sono state autorizzate 595.646 ore di cassa integrazione guadagni ordinaria (corrispondenti al totale degli interventi), in calo rispetto alle ore autorizzate nel secondo trimestre 2024 (-25,5%) e in lieve aumento rispetto alle ore autorizzate nel primo trimestre 2025 (+2,0%). Guardando all'intero primo semestre 2025, sono state autorizzate complessivamente 1.231.968 ore di cassa nei settori chimico-farmaceutico e gomma-plastica, in calo rispetto al primo semestre 2024 (-9,8%).
Il metalmeccanico
Nella filiera metalmeccanica, nel secondo trimestre 2025 prevalgono le risposte di stabilità dei livelli produttivi consuntivi per il 58,3% delle imprese rispondenti. In sostanziale "parità” l'incidenza di chi dichiara un aumento (21,7%) e chi un calo (20,0%) del fatturato: il saldo si attesta così a +1,7% (dal – 15,1% del I trimestre 2025), grazie alla migliore performance della meccanica strumentale rispetto al trimestre precedente. Tuttavia, prevale la cautela sulle previsioni per il terzo trimestre 2025, con il 37,4% che si attende un calo dei livelli produttivi e il 33,5% una loro stabilità, mentre il 29,1% un aumento (saldo delle risposte – 8,3%) - in attesa di sondare l'evoluzione del quadro commerciale globale.
Portafoglio ordini
Tuttavia, in termini di dinamica del portafoglio ordini, alla fine del secondo trimestre 2025 il saldo delle risposte per gli ordinativi totali rimane positivo come accaduto nella rilevazione precedente, attestandosi a +16,5 punti%: il 43,3% delle imprese ha segnalato un aumento, il 29,9% una stabilità e il 26,8% un calo. In maniera sostanzialmente analoga, per gli ordinativi esteri il saldo è pari a +15,1 punti percentuali. Tiene quindi la domanda interna ed estera della filiera, con una probabile azione di accumulo di portafoglio (backordering) per tenere salda la clientela in vista di possibili choc futuri.

La moda e il tessile
Nella filiera moda, dopo il dato congiunturale positivo a fine anno e un arresto ad inizio 2025, il secondo trimestre 2025 vede ancora un saldo negativo delle risposte sulla produzione consuntiva, pari a un – 21,2 punti percentuali: il 46,7% delle imprese rispondenti segnala un calo produttivo a consuntivo (specialmente nel tessile), il 27,8% una stabilità e il 25,5% un aumento. La dinamica del portafoglio ordini risulta orientata all'incertezza, con gli ordini totali che vedono un saldo delle risposte pari a – 21,9 punti percentuali e gli ordini esteri pari a un – 26,9 punti percentuali, con un impatto sensibile sulle previsioni di produzione, sostanzialmente tripartire per il terzo trimestre 2025 – il 35,2% si attende un aumento dell'output, il 34,3% un calo e il 30,5% una stabilità, con un saldo delle risposte pari a +0,9 punti.
Un settore in sofferenza
Nel secondo trimestre 2025, a livello provinciale, l'Inps rileva che nel settore moda sono state autorizzate 707.086 ore di cassa integrazione guadagni ordinaria, in aumento sia rispetto alle ore autorizzate nel secondo trimestre 2024 (+21,6%), sia rispetto alle ore autorizzate nel primo trimestre 2025 (+32,7%). Complessivamente (considerando la cassa integrazione ordinaria, quella straordinaria e quella in deroga) nel secondo trimestre 2025 sono state autorizzate 1.184.748 ore di Cigs nel settore moda, in aumento sia rispetto alle ore autorizzate nel secondo trimestre 2024 (+35,6%), sia (e ancora più intensamente) rispetto alle ore autorizzate nel primo trimestre 2025 (+118,7%). Guardando all'intero primo semestre 2025, sono state autorizzate complessivamente 1.726.378 ore di cassa integrazione guadagni nel comparto moda, in aumento rispetto al primo semestre 2024 (+21,1%).