
Una delle tante mobilitazioni dei lavoratori alla Riello, a rischio chiusura
Lecco, 29 agosto 2025 – Un autunno caldo, sul fronte dell’economia e ancora di più dell’occupazione. A prevedere una possibile stagione difficile è Mirco Scaccabarozzi, segretario generale della Cisl Monza Brianza Lecco, alla vigilia della riapertura di tutte le attività dopo le ferie estive. Emblematico è il caso dei 150 dipendenti del centro di ricerca della Riello di Lecco. Gli americani della Carrier, che dal 2025 sono i proprietari dello storico marchio delle caldaie made in Italy, vogliono vendere il gruppo: i lavoratori, come tutti i colleghi degli altri stabilimenti, non sanno quale sarà il loro destino, nonostante l’intenzione di chiudere l’operazione entro la fine dell’anno. Sono in prevalenza ingegneri e tecnici di laboratorio altamente specializzati.
“Su Riello non ci sono certezze”
“Nonostante la serrata trattativa per ottenere garanzie e impegni a tutela dello stato occupazionale e a salvaguardia delle elevate professionalità presenti in azienda, non c’è al momento alcuna certezza sul piano industriale che verrà adottato dai futuri acquirenti e quindi sul futuro del sito”, conferma il segretario generale della Cisl lecchese e brianzola. Le previsioni formulate dagli esperti dell’Agenzia nazionale delle Politiche attive del lavoro, per il trimestre agosto-ottobre 2025, non restituiscono un trend positivo sul futuro del mercato del lavoro lecchese.

Dove si assume
“Si registrerà un segno meno rispetto al 2024, con un vuoto di circa 260 unità a fronte delle 6.280 entrate previste – anticipa Mirco Scaccabarozzi –. Il nuovo personale verrà impiegato nel 55% dei casi principalmente in aziende con meno di 50 dipendenti e si concentrerà nel settore dei servizi che, con il 62% delle assunzioni, è il più vivace nel territorio”. Si stimano infatti 1.030 assunzioni nel campo dell’alloggio e della ristorazione, 1.020 nei servizi alle persone, 730 nel commercio, 390 nei servizi di supporto alle imprese. In calo sono previsti gli ingressi nel metallurgico con 770 unità, rispetto alle 860 unità dell’anno scorso. Il 21% degli assunti saranno immigrati stranieri, mentre il 34% giovani under 30.
“Un problema di qualità”
“Permane inoltre un problema di qualità e stabilità del lavoro – aggiunge il sindacalista della Cisl lecchese e brianzola –. Solamente il 22% di chi troverà lavoro avrà un contratto a tempo indeterminato, mentre il restante 78% dovrà accontentarsi di un contratto a termine, nonostante in 48 casi su 100 gli imprenditori prevedano delle difficoltà nel trovare i profili desiderati”. E poi ci sono gli stipendi bassi, che - se invece venissero alzati in maniera equa - contribuirebbero sicuramente a migliorare la situazione.