La tragedia di Capodanno, Gaetano Santaniello: "Sono distrutto. Mai avrei sparato alla zia Concetta"

L’imprenditore di Pantigliate ha ripetuto che si è trattato di un incidente. L’avvocata: "Il colpo è partito proprio perché non sa maneggiare le armi"

Gaetano Santaniello reo confesso dell’omicidio di Concetta Russo
Gaetano Santaniello reo confesso dell’omicidio di Concetta Russo

Pantigliate (Milano), 4 gennaio 2024 –  Davanti al sostituto procuratore di Napoli Nord che sta coordinando le indagini, Gaetano Santaniello, 45enne di Pantigliate, ha raccontato la stessa versione fornita ai carabinieri di Castello di Cisterna, quando ha confessato di essere stato lui a sparare alla zia, uccidendola. "Avevo la pistola in mano, ma ero certo fosse scarica. Non pensavo ci fosse un colpo, non avrei mai sparato a mia zia. Sono distrutto", ha ripetuto ieri durante l’interrogatorio Santaniello, accusato di omicidio colposo e porto di arma rubata. L’incidente finito con la morte di Concetta Russo, 55enne di Afragola, è avvenuto nella notte di Capodanno ad Afragola, provincia di Napoli, dove Santaniello, conosciutissimo a Pantigliate per le due attività che gestisce di edilizia e barber shop, si trovava per le festività natalizie insieme alla famiglia. Secondo la ricostruzione del figlio della vittima, il primo a rompere il silenzio familiare e a raccontare la dinamica dei fatti, il cugino Gaetano, pochi minuti dopo la mezzanotte, ha deciso di andare in camera e prendere la pistola, per mostrarla ai parenti. "Ma che stai facendo?" gli ha detto la zia, pochi istanti prima di essere raggiunta dal colpo sparato dalla beretta semiautomatica modello 84F, calibro 9 corto, risultata rubata in provincia di Varese a metà dicembre.

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Santaniello l’avrebbe comprata (rimane da chiarire dove e da chi) per "festeggiare Capodanno – ha raccontato l’arrestato –. Mio zio e mio cugino mi hanno detto di tirarla fuori e io l’ho fatto". Poi è andato in cucina, dove c’erano sua moglie e la zia Concetta, e mentre faceva vedere che era senza caricatore, tenuto nella mano sinistra mentre l’arma era impugnata nella destra, è partito il colpo. "Non lo sapevo, ero convinto fosse scarica", ha continuato a ripetere Santaniello, difeso dall’avvocata Francesca Salvatici che mantiene riserbo sui dettagli dell’indagine ma lascia trapelare lo stato d’animo del 45enne: "Ha ribadito il gesto involontario ed è devastato per la morte della zia. Si è trattato di un incidente". Dall’interrogatorio è emersa l’inesperienza nell’uso delle armi di Santaniello, incensurato, il quale ha spiegato che non aveva mai fatto uso di pistole e l’acquisto era esclusivamente per festeggiare Capodanno con degli spari, anche se alla fine "non l’avrei usata", ha ammesso. Quello che è certo è che l’arma l’ha poi fatta sparire, lasciandola in un sacchetto in via Cimitero ad Afragola. Poi ha condotto i carabinieri a ritrovarla: nella busta c’erano anche sei dosi da un grammo di cocaina.

Rimangono ancora dei quesiti da risolvere e l’autopsia, già disposta sulla salma di Concetta Russo, li chiarirà almeno in parte. Si attende l’udienza di convalida per Santaniello che si svolgerà questa mattina.

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