“Gaetano ma che stai facendo?”. Le ultime parole di Concetta Russo uccisa dal proiettile del nipote

Ricostruita attraverso rilievi e testimonianze la dinamica della tragedia. Il figlio di Concetta: “Ho visto mia madre cadere, ho tentato di soccorrerla”

Gaetano Santaniello, nipote della vittima Concetta Russo
Gaetano Santaniello, nipote della vittima Concetta Russo

“Gaetano, ma che stai facendo?”. Le ultime parole di Concetta Russo, per tutti Cinzia, sono state di rimprovero al nipote che aveva tirato fuori una pistola, da mostrare ai parenti. Gli ha chiesto che stava facendo con quell’arma in mano, avvertendo il pericolo di avere in casa una pistola. "È scarica, vedi? – ha risposto il nipote Gaetano –: è qua il caricatore", mostrandolo alla zia. Ma nella pistola, una beretta semiautomatica modello 84F, calibro 9 corto, c’era un colpo in canna e quello che Concetta voleva evitare, invitando il nipote a mettere via quell’arma, è avvenuto. Il proiettile è partito e ha raggiunto la 55enne alla testa.

È stata la moglie di Gaetano Santaniello, 46enne nato a Milano e residente a Pantigliate, in via Oberdan, a chiamare per prima il 118. Poi ha avvisato il marito della vittima, che stava uscendo dal bagno e non si era accorto di nulla. Anche perché quello che ha tutta l’aria di essere stato un tragico incidente, del tutto involontario ma causato da chi quell’arma rubata non poteva possederla, è avvenuto dieci minuti dopo la mezzanotte.

La sera di Capodanno, quando Afragola, provincia di Napoli, dove si trovava la vittima insieme alla famiglia, era un frastuono unico e continuo di botti e fuochi d’artificio, per festeggiare l’anno nuovo.

A raccontare ciò che era successo in quella casa è stato il figlio della vittima, sentito a lungo dai carabinieri di Casoria (Napoli) che sono intervenuti prima in quella casa, di Santaniello, dove la famiglia si ritrovava durante le festività natalizie, e poi in ospedale, dove la donna è stata dichiarata morta.

Santaniello , secondo la ricostruzione del cugino, figlio della vittima, era entrato in cucina con la pistola in mano, per mostrarla ai parenti, dopo averla presa da un mobile in camera. Sia sua moglie che la zia, vittima del colpo partito dall’arma, lo hanno rimproverato, dicendogli di mettere via quell’affare.

"È partito un colpo e ho visto mia madre cadere per terra, era seduta all’altra estremità del tavolo rispetto a dove si trovava Gaetano. Si è accasciata, ho cercato di soccorrerla", ha raccontato il figlio disperato. In casa c’era lui, suo fratello, il padre, che ha chiamato anche lui i soccorsi – arrivati dopo 40 minuti perché gli operatori erano impegnati nei numerosi interventi di Capodanno –, uno zio, suo cugino con la moglie e i due figli di dieci anni, oltre a due amici del cugino, due persone residenti tra Milano e Pantigliate che lavorano con lui nelle sue attività di edilizia e di parrucchiere, sempre a Pantigliate.

Il figlio della vittima ha raccontato tutto davanti ai militari, poi è uscito dalla stanza dove era stato sentito e ha abbracciato il cugino che lo aspettava insieme ai familiari nella sala d’attesa. Come a fargli intendere che aveva detto tutto. A quel punto, Santaniello ha parlato e raccontato una versione molto simile a quella riportata dal cugino e da sua moglie, testimone oculare dei fatti. Tranne per un particolare, che riguarda la pistola, che aveva fatto sparire, ritrovata dai carabinieri secondo le sue indicazioni in via Cimitero ad Afragola, in un sacchetto contenente anche bustine con 6 grammi di cocaina.

“Non volevo usare la pistola, mi hanno convinto mio zio e mio cugino a tirarla fuori. L’ho comprata per sparare a fine anno, non so se era a salve o a proiettili, non la volevo usare, ma hanno insistito loro. Non l’ho fatto apposta, è partito da solo il colpo, lo sanno tutti che non ho fatto di proposito", ha raccontato Santaniello, ritenuto responsabile di porto d’armi e ricettazione (la pistola era stata rubata a un cittadino cinese che ne aveva denunciato il furto due settimane prima a Sesto Calende, Varese).

Santaniello, portato al carcere di Poggioreale, deve rispondere anche dell’omicidio colposo della zia. La salma è stata sottoposta a sequestro: sul corpo della donna verranno effettuati gli esami autoptici che serviranno a chiarire ulteriormente la tragica vicenda.

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