
Alla manifestazione di Arcore ha partecipato anche Ilaria Salis
"Rischi per la salute e per l’ambiente": ad Arcore la manifestazione dei No Pedemontana. Sabato i comitati contro l’opera e i cittadini si sono dati appuntamento nella città simbolo della battaglia, dopo che le ruspe hanno raso al suolo il bosco di Bernate.
Alla testa del corteo, anche l’europarlamentare Ilaria Salis. "Siamo qui per dire no a un’infrastruttura inutile e dannosa e per sostenere il coordinamento che si oppone all’autostrada", ha detto l’esponente di Alleanza Verdi Sinistra. La protesta sfila in centro, poi sull’ex Statale 36, quindi nella frazione dove il cantiere avanza. Slogan e collegamenti con altre piazze d’Italia dove ci sono iniziative gemelle. In marcia le bandiere "No Autostrada Pedemontana" e gli altri striscioni "Regione senza Ragione" di FermaEcomostro, "Più spazi verdi Basta cemento", "L’aria è vita manteniamola pulita" del comitato Aria pulita di Monza, "Dalla Brianza a Vicenza per i boschi resistenza". Cori e interventi sono andati avanti per tutto il percorso. L’appuntamento segue le camminate dei mesi scorsi a difesa dei boschi arcoresi e degli animali selvatici, un equilibrio ecologico messo a rischio dal procedere della Tratta C. Indice puntato contro il nuovo collegamento Est-Ovest in Brianza e più in generale in Lombardia. Per fare spazio alle 8 corsie del progetto - tre per senso di marcia più quelle di emergenza - sono stati abbattute centinaia di piante. Alcune anche molto vecchie. "Ci vorranno 500 anni per tornare allo stato iniziale", ripetono gli attivisti contrari ai lavori. "Gli alberi sono fondamentali: proteggono dallo smog e garantiscono la biodiversità. Anche se lungo la Tratta C ne arriveranno di nuovi, per almeno 30-50 anni la generazione di oggi e quelle future non potranno goderne i benefici".
Dispiegamento di forze dell’ordine massiccio per seguire il corteo al quale hanno partecipato 150 persone. Per il sindaco Maurizio Bono che non era in marcia "i manifestanti hanno il diritto sacrosanto di dire come la pensano, anche se era già tutto deciso, da prima che mi insediassi. Stiamo facendo il massimo per assicurarci che le opere abbiano il minor impatto possibile sulla comunità – spiega – abbiamo chiesto al parco Valle del Lambro di mettere al tavolo noi e tutti i comuni vicini, anche quelli per i quali non sono previste compensazioni come Camparada, per portare avanti un progetto di riforestazione condiviso ed efficace".
Bar.Cal.