Dorio (Lecco) – “Stai, è lì davanti, avanti piano”. Il Rov, manovrato con movimenti impercettibili di joystick si immerge fino a rasentare il fondale. Le eliche alzano una nuvola di limo e particelle. “Fermo”, indica di nuovo l’operatore che guarda il monitor di sonar ed ecoscandaglio al collega, che invece pilota il robot sottomarino e scruta lo schermo con le immagini della videocamera. La nebbia si dissolve. “Ecco, eccolo, è lui!”. È Sergio Corsano, il turista tedesco di 55 anni annegato lunedì pomeriggio per aiutare i suoi due figli di 10 e 16 anni in difficoltà nelle acque al largo di Dorio. Il profondimetro segna 209,4 metri. Nonostante l’entusiasmo, dopo la fatica di sei giorni di ricerche ininterrotte, con allerta meteo rossa, a bordo della barca di supporto torna la calma: la missione non è finita. Mentre il manovratore afferra con decisione il corpo di Sergio per non perderlo durante la risalita, due sommozzatori dei vigili del fuoco si preparano per immergersi, per poi, quando il Rov è a quota di sicurezza, tuffarsi e riportare il corpo in superficie. Adesso è missione compiuta.

È stato come cercare un ago in un pagliaio, ma ce l’hanno fatta. A riva li aspetta Nathalie, la moglie di 44 anni di Sergio: torneranno insieme a casa, a Bhul, in Germania, da dove erano partiti per una vacanza in famiglia. Il magistrato le ha subito restituito il feretro del marito. È stato infatti un incidente, non occorre indagare oltre: mentre i suoi due figli erano in acqua, si sono alzati vento e onde, che li hanno allontanati dalla barca da diporto presa a nolo; avevano il giubbotto di salvataggio, ma il papà si è spaventato e si è tuffato, solo che lui il salvagente non lo aveva ed è affogato.
Imponente dispiegamento di soccorritori e di mezzi di soccorso per trovare Sergio: i militari della guardia costiera che hanno coordinato le ricerche; i vigili del fuoco delle squadre nautiche; i Draghi lombardi del 115 in elicottero; i volontari del Soccorso bellanese in idroambulanza e moto d’acqua che per prima hanno indicato il punto di annegamento; i poliziotti delle Acque interne; i carabinieri del Servizio navale di Lecco; i finanzieri del Roan di Como. E, appunto, i vigili del fuoco del Nucleo sommozzatori di Sardegna con il loro equipaggiamento per la ricerca strumentale, pronti ora a spostarsi sul Lago Maggiore per cercare un ragazzo di 21 anni annegato venerdì della scorsa settimana.