
I timori per il progetto del maxi complesso residenziale con la torre di 14 piani. Il municipio deve difendere l’interesse pubblico: la variante al Pgt è il jolly.
La riqualificazione dell’ex Dell’Orto scuote il Consiglio comunale di Seregno. Il tema è arrivato in aula in tutta la sua complessità. Non c’era alcuna delibera da approvare, ma Luca Tommasi (Forza Italia) ha voluto condividere con tutti alcune sue riflessioni. Pensieri che si traducono in timori: la rigenerazione di quel comparto industriale ormai abbandonato, se non governata a dovere, può causare un problema irrisolvibile in termini di qualità della vita e di viabilità cittadina.
L’area ex Dell’Orto, in questi ultimi anni utilizzata come luogo di ricovero da senzatetto e spacciatori, è di sicuro strategica per la sua dimensione e per la sua collocazione a ridosso del centro. Aree dismesse sul territorio seregnese se ne contano in quantità, ma questa per importanza batte tutte. Addirittura offusca l’intervento di recupero dell’ex clinica Santa Maria, la struttura sanitaria di pregio che aveva chiuso i battenti a inizio anni ’70, diventata poi di proprietà dell’Inps che intendeva aprire un centro direzionale. Progetto rimasto solo sulla carta. E così anno dopo anno l’immobile era diventato solo degrado, pericolo (caduta dei calcinacci) e problema. L’amministrazione l’ha acquistato, l’ha abbattuto e, con Arexpo, sta facendo nascere il polo dell’innovazione.
Tra questo intervento e l’ex Dell’Orto, però, c’è una differenza. Sulla ex clinica Santa Maria il Comune ha potuto fare la sua parte. Il prezzo di acquisto (oltre 300mila euro) era accessibile, l’intervento è rimasto così in mano pubblica. L’ex Dell’Orto, invece, è nelle mani del privato. Non di un ente pubblico (come l’Inps) non più interessato, bensì nella disponibilità di chi intende fare business. La torre di 14 piani prevista nel progetto è proprio il simbolo di questa idea di business. E, oltre a non risultare gradita a molti, ha portato i più a fare anche tutti gli scongiuri del caso. Da queste parti si vede molto bene lo scheletro di quella che doveva essere la torre di Desio, rimasta poi incompiuta.
In ogni caso, torre o no, qui è impensabile ripetere l’operazione della clinica Santa Maria. L’ex Dell’Orto, considerando il valore e l’opportunità che potrebbe offrire a chi ne è proprietario, non ha prezzo. Realizzare residenze in questa zona di pregio, garantirebbe introiti non da poco. Sarebbe comunque sbagliato pensare che il Comune sia destinato a subire. Il privato ha le sue aspettative di business. Ma non può disporre dell’area a suo piacimento: fatto il progetto, non deve tirare troppo la corda perché l’ultima decisione spetta alla politica.
Per riqualificare l’ex azienda con un intervento residenziale occorre una variante al Pgt. Per il Comune questo è un jolly prezioso da giocare nella trattativa, ma non è sufficiente al sindaco Alberto Rossi per avere la certezza di ottenere benefici pubblici. Se l’azienda reputa esose le richieste dell’amministrazione, può riporre il progetto nel cassetto in attesa di tempi migliori. Non sarebbe una scelta indolore per Seregno: la città si troverebbe da gestire il problema dell’area degradata. È una situazione già vista, è un rischio che bisogna evitare.