
Il sindaco di Rozzano Mattia Ferretti davanti al castello visconteo
Rozzano (Milano), 30 agosto 2025 – Mostre, spettacoli, installazioni, programmi d’incentivo alla lettura. “Tra le ipotesi anche una sfilata di moda e collaborazioni con la Scala, il Conservatorio, l’Accademia di belle arti”, dice il sindaco Mattia Ferretti. Rozzano è tra i 25 Comuni italiani che hanno ufficialmente manifestato il proprio interesse a candidarsi a Capitale nazionale della cultura per il 2028. Entro il 25 settembre di quest’anno, per accedere alla selezione, tutti i municipi interessati dovranno presentare ad un’apposita Commissione ministeriale un dossier comprensivo del rispettivo progetto culturale, le strategie di sviluppo, i soggetti coinvolti, il piano di sostenibilità economica e gli obiettivi attesi.

Concorsi d’idee
E così, per confezionare una proposta "dal basso”, il Comune dell’hinterland meneghino ha bandito due concorsi d’idee: il primo, “Il nome del nostro futuro”, per scegliere il titolo e lo slogan della candidatura, e il secondo, "
Laboratorio Rozzan o”, per raccogliere progetti e contributi da far confluire nel dossier. Rivolti a singoli cittadini, famiglie, creativi, artisti, associazioni, parrocchie, scuole e start up, entrambi i concorsi si chiuderanno il 7 settembre.
In una città di 41mila abitanti, 20mila dei quali residenti in alloggi popolari gestiti da Aler, "l’obiettivo del percorso che abbiamo intrapreso è proporre una chiave di lettura diversa anche per i quartieri popolari, presentandoli come un contesto di cultura, un veicolo di messaggi positivi”, osserva Ferretti.

"Non vogliamo etichette”
Nell’ultimo anno Rozzano è stata teatro di drammatici eventi di cronaca, dall’uccisione di Manuel Mastrapasqua, l’11 ottobre 2024, alle tre sparatorie che si sono susseguite in città nell’arco di poche settimane, la scorsa primavera. Episodi che hanno contribuito a trasmettere l’idea di una realtà difficile, con un tessuto sociale particolare. "Diciamo ‘no’ alle etichette troppo severe, che non ci rappresentano – precisa il sindaco –. L’obiettivo della candidatura a “Capitale della cultura” è favorire vivacità, coesione sociale e spirito di appartenenza, generando azioni virtuose che andranno a sommarsi a quelle del Caivano-bis. Un programma, quest’ultimo, che porterà, tra l’altro, ad un rilancio di oratori e centri sportivi. Parliamo, nel complesso, di una straordinaria occasione di crescita attraverso l’arte, la bellezza, la riqualificazione edilizia, la partecipazione”. Il nome del Comune vincitore verrà rivelato a marzo 2026, al termine della selezione.