
La gioielleria Cielo in Galleria
Milano, 8 luglio 2025 – Cielo deve rimanere in Galleria. Lo status di bottega storica e il valore che rappresenta per il Salotto garantisce alla gioielleria il posto che già occupa sotto i portici settentrionali di piazza Duomo, con rinnovo automatico della concessione.
Il via definitivo è arrivato ieri dal Consiglio di Stato, che ha respinto l’ultimo ricorso del Comune. Il 26 luglio 2019, la Giunta Sala ha varato la delibera che ha fissato paletti più stringenti per la deroga al bando, inserendo il parametro dell’affidabilità del concessionario e tre “requisiti A” (due dei quali obbligatori): riconoscimento del titolo di bottega storica, valore identitario del marchio da almeno 50 anni e valore identitario del negozio per lo stesso periodo di tempo “rispetto alla particolare clientela ospitata”.

Sulla base di queste regole, nel 2021 l’amministrazione ha negato il rinnovo a Cielo. Il motivo? L’insegna è presente in piazza Duomo 19 solo dal 21 novembre 2014, quando ha rilevato la gioielleria Archenti. E, nell’ottica di piazza Scala, non basta neppure la stessa operazione compiuta nel 1988 al civico 21 con la gioielleria Bernasconi, visto che da allora non è ancora trascorso mezzo secolo.
Proprio su questo punto si sono concentrati i legali di Cielo, che hanno sostenuto che il primo e il terzo dei “requisiti A” non si focalizzano sull’identità soggettiva del concessionario, bensì “sul valore identitario dell’attività concretamente svolta nell’immobile”. Una tesi accolta prima dal Tar e ora dal Consiglio di Stato. Per il collegio presieduto da Roberto Chieppa, “correttamente la sentenza appellata ha ritenuto illegittima la valutazione dell’amministrazione, la quale ha considerato di per sé ostativa alla soddisfazione dei requisiti A.1. e A.3. la discontinuità soggettiva tra la società ricorrente e le società Bernasconi e Archenti a cui la prima è subentrata”.
A sostegno, i giudici hanno portato un verdetto della Cassazione, che ha spiegato che “tali operazioni non danno più luogo a un fenomeno successorio, determinante cioè una cesura soggettiva tra società fusa e società post fusione”.
Nel caso sotto la lente, Cielo “ha proseguito, tramite fusione per incorporazione, l’attività di due gioiellerie storiche, Bernasconi e Archenti, presenti nel complesso della Galleria dall’inizio del ’900: tali operazioni societarie non hanno interrotto la continuità aziendale, né hanno mutato i tratti caratterizzanti dell’esercizio o la clientela di riferimento. La riscontrata continuità permea anche il ruolo che l’esercizio ha svolto negli anni rispetto alla caratterizzazione dell’identità culturale della Galleria”.