
Il cantiere dovrebbe partire ad agosto e concludersi entro fine ottobre: lo storico fabbricato era stato interessato dal crollo di un muro
Svolta all’ex Fossati Lamperti. È stato approvato il progetto esecutivo dei lavori attraverso cui il Comune garantirà la messa in sicurezza del capannone che da cinque anni e mezzo – viste le sue condizioni di precarietà strutturale –, impedisce l’accesso al cortile che include i cinque box del caseggiato limitrofo.
Un intervento studiato ad hoc, parecchio oneroso – 252mila e 688 euro a carico del Comune – dovrebbe partire ad agosto e concludersi entro fine ottobre. Una notizia che i residenti di Villaggio Fossati – questo il nome del condominio antistante –, attendono dal dicembre 2019, da quando cioè il fabbricato è stato interessato dal crollo di un muro che ha creato l’attuale situazione di pericolosità. Per i condomini, da allora, non è stato più possibile accedere ai propri box fino a che, stanchi di attendere i lavori più volte iniziati e interrotti, a giugno dell’anno scorso hanno fatto causa al Comune. Ad aver richiesto tempi più lunghi per la progettazione dell’intervento il fatto che il bene sia sotto il controllo della Sovrintendenza, in quanto l’ex Fossati Lamperti appartiene al patrimonio storico industriale di Monza. Ogni ristrutturazione, pertanto, non può che avvenire con crismi molto rigidi e una fattura che garantisca il mantenimento dei materiali e dell’aspetto originari. Tradotto: una riqualificazione integrale sarebbe costata svariati milioni di euro, per cui si è dovuto raggiungere un compromesso con la Soprintendenza.
"Abbiamo avuto da un lato il problema di non poter abbattere il muro, perché tutelato, dall’altro quello di non poter procedere alla ricostruzione di tutto l’edificio perché con degli oneri particolarmente rilevanti - spiega l’assessore ai Lavori pubblici Marco Lamperti -, quindi non sapevamo come metterlo in sicurezza. Ora adottiamo una soluzione temporanea, con cui si mette in sicurezza il sito legando il muro a un ponteggio che si costruisce nella nostra area e rendendo non più critica la zona privata". "Ci abbiamo messo un po’ perché tecnicamente non è stato semplice trovare una soluzione" prosegue. Il Comune a metà 2021 diede avvio a operazioni di rimozione dell’amianto dell’area, poi interrotte per il verificarsi di altri crolli.