
Il sindaco di Misinto Matteo Piuri la vicesindaca di Lazzate Loredana Pizzi e il primo cittadino di Cogliate Andrea Basilico
Tre Comuni uniti per promuovere l’affido famigliare: l’obiettivo è offrire ai minori sotto tutela quello che prevede la legge e al tempo stesso contenere i costi a carico dell’Amministrazione comunale su capitoli che negli ultimi anni sono lievitati in maniera preoccupante. Ogni minore sotto tutela avviato a comunità ha un costo molto elevato per un Comune, che con l’affido famigliare non solo fornisce al minore un supporto di maggiore qualità, ma riesce anche a risparmiare, versando alle famiglie affidatarie un contributo che è di gran lunga inferiore al costo delle comunità.
Cogliate, Misinto e Lazzate con l’associazione “Amici dei Bambini“ hanno avviato una campagna sull’affido familiare ricordando che secondo la legge "al minore deve essere garantito il diritto di crescere in famiglia o in un contesto familiare". Secondo gli ultimi dati forniti dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, alla fine del 2023 risultavano presi in carico, in Italia, 42.002 minori fuori famiglia, compresi i minori stranieri non accompagnati. Di questi, solo 15.992 erano in affidamento familiare.
Riconosciuto che l’accoglienza in famiglia è migliore in termini di qualità di vita, i tre Comuni delle Groane hanno deciso di promuovere l’esperienza dell’affidamento familiare nei confronti delle coppie e dei single che si possono rendere disponibili all’accoglienza, attraverso campagne di informazione e sensibilizzazione. Il regolamento delle amministrazioni di Misinto, Lazzate e Cogliate prevede oggi che ai minori in affidamento viene riconosciuto l’accesso ai servizi essenziali.
Come spiega la responsabile del servizio Stefania Balzaretti "l’obiettivo è sempre stato quello di prevenire il disagio di bambini e adolescenti e in generale offrire supporto e servizi alle famiglie. Insieme ad Ai.Bi. abbiamo quindi avviato una campagna sull’affido. Inoltre, agevoliamo l’affido sostenendo le famiglie affidatarie anche attraverso reti di famiglie".
Gabriele Bassani