
La petizione di 150 residenti per un intervento immediato in tema sicurezza. Il consigliere Longo (FI): spacciatori, senzatetto e schiamazzi notturni. .
Il Bosco della Memoria, nato per ricordare i deportati brianzoli nei lager nazisti, è oggi al centro di una denuncia pubblica per degrado e insicurezza. A sollevare la questione in Consiglio comunale è stato Massimiliano Longo, consigliere di Forza Italia, che si è fatto portavoce di 150 residenti della zona che hanno firmato una petizione per chiedere un intervento immediato.
Il parco di via Messa, area verde simbolica e dedicata alla memoria storica, è diventato - secondo quanto segnalano cittadini e rappresentanti politici - teatro di attività illecite e bivacchi, rifugio di senzatetto, nonché luogo poco sicuro per famiglie e bambini. "Presenza costante di spacciatori, senzatetto con comportamenti spesso degradanti, cani di grossa taglia lasciati liberi, schiamazzi notturni nei pressi della residenza per anziani “Le Suorine“: questa situazione scoraggia l’uso del parco da parte dei cittadini", dichiara Longo. Tra gli episodi più gravi, la segnalazione di aggressioni da parte di pitbull lasciati incustoditi, uno dei quali avrebbe ferito a morte un altro cane vicino al parco giochi di via Messa 19. "La situazione è compromessa – continua Longo –. È urgente ripristinare sicurezza e decoro in tutta l’area. Forse sarebbe necessario anche pensare a una recinzione".
I cittadini chiedono un incremento della presenza delle forze dell’ordine, controlli più frequenti da parte della polizia locale, sanzioni per chi bivacca o lascia rifiuti, e norme chiare sull’accesso dei cani. Le aree attrezzate con tavoli, durante i mesi estivi, vengono spesso usate per consumare pasti, nonostante il divieto, con conseguente abbandono di rifiuti e problemi igienici.
Il Bosco della Memoria è stato realizzato grazie all’impegno di Milena Bracesco dell’Aned (Associazione nazionale ex deportati nei campi nazisti), in collaborazione con il Comune. Ogni albero, in tutto 92, è dedicato a un cittadino deportato, con un anello in corten che riporta il suo nome. Il parco ospita anche installazioni artistiche, come “In una parola Antifascisti“ di Daniele Napoli, e rappresenta un luogo di educazione civica, spesso utilizzato per iniziative culturali e percorsi scolastici, soprattutto in occasione del Giorno della Memoria. "Dobbiamo agire prima che un luogo così importante a livello simbolico e per la funzione sociale diventi uno spazio abbandonato al degrado", conclude Longo.