
Tommaso Invernizzi Primario di oculistica al Predabissi
Oltre 11mila visite ambulatoriali da gennaio ad oggi, più di 2.500 interventi all’anno per cataratta e altri 200 per patologie legate alla retina. Questi i numeri del reparto di oculistica del Predabissi, punto di riferimento per la diagnosi e la cura di tutte le principali malattie dell’occhio.
"Prendersi cura di occhio e vista – spiega il primario Tommaso Invernizzi - significa prestare attenzione alla stessa qualità di vita dei pazienti. Affidarsi a professionisti qualificati è importante per non rischiare di trascurare sintomi che, col tempo, possono aggravarsi".
Un’ampia fetta degli interventi eseguiti annualmente nell’ospedale di Vizzolo Predabissi riguarda la cataratta che, tra le patologie dell’occhio più diffuse, in Italia ha un’incidenza media dell’85% sui pazienti che hanno un età superiore ai 70 anni. Un’altra problematica che può essere legata all’avanzare dell’età - e che a sua volta viene trattata nel reparto di via Pandina - è il glaucoma, sulla cui insorgenza influiscono anche familiarità e predisposizione genetica. Ancora. Con trattamenti farmacologici, e all’occorrenza chirurgici, l’équipe del Predabissi cura le patologie retiniche maculari, il distacco della retina e le patologie della cornea. Si effettuano inoltre trapianti della cornea e della lamella endoteliale. I tempi d’attesa, fanno sapere dall’ospedale, sono ridotti. "Prendersi cura del benessere di occhio e vista – prosegue Invernizzi - significa avere consapevolezza che, se è importante non trascurare i sintomi che si presentano con l’avanzare dell’età, altrettanto importante è fare prevenzione fin dalla più tenera età".
Per questo l’unità di oculistica ha attivato anche un servizio oftalmico infantile, dedicato ai bambini in età prescolare e scolare, cui rivolgersi per un primo controllo e l’eventuale prosieguo delle cure. Alcuni difetti visivi, come miopia e astigmatismo, possono infatti insorgere già dalla giovane età, specie in coloro che hanno una familiarità in questo senso.
Alessandra Zanardi