
Un altro medico va in pensione: si aggrava la situazione dell’assistenza per i cittadini dell’ambito bollatese
Bollate (Milano), 30 agosto 2025 – Un altro medico di base che chiude l’ambulatorio e va in pensione. E altri 1.500 cittadini che restano senza assistenza sanitaria. Succede a Bollate. Ieri il dottor Gianluca Trogi ha chiuso il suo ambulatorio in via Caduti Bollatesi perché ha raggiunto la meritata pensione, al suo posto per il momento non arriverà nessun sostituto e così migliaia di residenti bollatesi, ma anche di Novate Milanese e Baranzate (che fanno parte dello stesso ambito territoriale), sono rimasti senza medico di famiglia.
A Bollate
Si aggrava quindi l’emergenza nell’ambito bollatese. Qui, come in altri territori, non tutti i medici che vanno in pensione vengono sostituiti e ormai sono migliaia le persone che per una visita medica o per avere una ricetta devono rivolgersi all’Ambulatorio Medico Temporaneo aperto dall’Asst Rhodense all’interno del Poliambulatorio di via Piave, per una visita medica o per avere una ricetta. Non senza problemi, "i giorni e gli orari di apertura sono ridotti rispetto al numero di pazienti – commenta una bollatese – per accedere bisogna prenotare telefonicamente tramite il numero verde regionale e spesso bisogna stare al telefono a lungo prima di prendere la linea. Ancora più complicato è la prescrizione dei farmaci che si può fare solo per mail".

Un unico punto di riferimento
Difficoltà a parte, questo ambulatorio che doveva essere temporaneo, come dice anche il nome, per molti è diventato l’unico punto di riferimento ormai da mesi. Per favorire l’arrivo di nuovi medici in città il Comune ha aperto degli studi di medicina di base in via Leonardo da Vinci, accanto alla farmacia comunale e lo scorso giugno sono arrivati due nuovi professionisti che in pochi giorni sono stati presi d’assalto e hanno esaurito i posti disponibili.
La situazione a Settimo
Anche a Settimo Milanese dove i cittadini rimasti senza medico sono circa 4.000 le soluzioni messe in campo dall’Asst Rhodense e dal Comune non bastano. "Non ci si può ammalare a comando, cioè nei giorni in cui è aperto l’ambulatorio di medicina temporaneo o quando c’è qualcuno che ti può accompagnare all’ambulatorio di Passirana", commenta un cittadino.
Nel frattempo nei giorni scorsi è arrivata la risposta dal Ministero della Salute alla petizione sottoscritta da centinaia di cittadini in merito all’emergenza medici.
La rabbia
Nel testo di poche righe, il Ministero rimanda alla Riforma del Titolo V della Costituzione e di decreti attuativi, per ribadire che la competenza è dell’assessorato regionale e che la petizione sarà inviata alla Regione. "Questo lo sapevamo anche noi, ci hanno dato una risposta in politichese e hanno scaricato tutte le responsabilità sulla Regione", commentano i promotori della petizione.