
In un frame, la fuga degli aggressori e i due fratelli dall’altra parte
Milano, 13 luglio 2025 – Convalidato l’arresto dei due sedicenni accusati di tentato omicidio e rapina aggravata ai danni dello psicologo trentaduenne raggiunto da un fendente nella parte bassa della schiena la notte tra martedì e mercoledì in viale Fulvio Testi, mentre tornava da un concerto insieme al fratello. I due restano quindi nel carcere per minorenni Beccaria, dove già si trovavano in stato di fermo. Entrambi nati in Italia (uno figlio di genitori nordafricani, l’altro con padre italiano) sono residenti a Cinisello con le famiglie anche se, da quanto è emerso, vivono spesso fuori casa appoggiandosi ad amici.

Le motivazioni
In base a quanto appreso dal Giorno, tra le motivazioni della convalida figura il pericolo di fuga (basti dire che per uno dei due non si era potuta eseguire l’ordinanza di custodia cautelare del collocamento in comunità emessa a suo carico dal gip del Tribunale per i minorenni di Milano lo scorso 25 giugno, perché non reperibile). Non solo: i due avevano già un curriculum gonfio di precedenti per lesioni e rapine. Soprattutto, il colpo è stato inferto in un punto vitale. Nelle immagini di una delle telecamere in strada si vede la vittima accasciarsi al suolo e soccorsa dal fratello, prima dell’arrivo della polizia e dell’ambulanza.

In prognosi riservata
E il trentaduenne è ancora gravissimo: resta ricoverato in prognosi riservata all’ospedale San Gerardo di Monza. Le immagini, passate al setaccio dalle sezioni Omicidi e Contrasto al crimine diffuso della Squadra Mobile, sono state determinanti per ricostruire l’accaduto e individuare i presunti autori. Gli occhi elettronici hanno immortalato l’incontro e poi il raid, fulmineo.
L’agguato
I due fratelli, uno, psicologo di 32 anni, e l’altro un fotografo di 37, stavano tornando dal concerto degli Afterhours al Carroponte; era passata da poco la mezzanotte ed erano alla fermata del tram all’altezza di Bignami. Data l’attesa prevista per l’arrivo del mezzo, di oltre 20 minuti, si sono incamminati verso il centro. Prima di lasciare la postazione hanno incrociato tre ragazzi che provenivano dalla direzione opposta. Uno dei tre si è allontanato subito, parlando al telefono.
La reazione e la coltellata
Gli altri due, dopo aver proseguito a piedi, sono tornati indietro e li hanno aggrediti: secondo la ricostruzione della polizia, uno ha tirato fuori il coltello per tagliare la tracolla del borsello del trentasettenne e rubarglielo, scatenando la reazione sua e del più piccolo, che ha avuto la peggio. La lama ha tranciato i tessuti provocando un’abbondante fuoriuscita di sangue. Tutto per un misero bottino: dentro il borsello c’erano solo un caricabatterie, un impermeabile e dei fazzoletti. Il magro bottino è poi stato gettato in un’area verde a poca distanza. Le indagini della polizia sono scattate subito. Gli aggressori erano volti noti al Commissariato Greco-Turro e, meno di 24 ore dopo, i poliziotti hanno rintracciato il presunto accoltellatore, che ha compiuto 16 anni a febbraio: a casa c’erano vestiti sporchi di sangue e altri in lavatrice.
La felpa mancante
Mancava una felpa, che si vedeva nei filmati. Lui ha rivelato fosse a casa di un amico, così la polizia si è diretta in questa seconda abitazione dove ha trovato il suo complice, che ha compiuto gli anni ad aprile. Alla vista degli agenti ha provato a fuggire dal balcone ma è stato subito catturato. Aveva ancora gli indumenti imbrattati di sangue.
Pericolosità sociale
Questo secondo ragazzo è il destinatario dell’ordinanza del 25 giugno, per il quale era stato disposto il collocamento in comunità in quanto ritenuto responsabile di tre rapine in concorso, due messe a segno il 29 gennaio e un’altra il 22 marzo. In un caso aveva colpito un ragazzo al volto con un palo di metallo. “Il numero di reati commessi – così il giudice motivava le esigenze cautelari –, la vicinanza temporale dei diversi fatti, la violenza che li ha caratterizzati, sono già di per sé indicativi di pericolosità sociale”. Due settimane dopo, ha colpito ancora.