DANIELE RESCAGLIO
Cronaca

In Lombardia 6500 treni soppressi a giugno. I dati che inchiodano Trenord del consigliere Piloni (Pd): “Puntuali solo gli aumenti”

Il deputato regionale chiama in causa i vertici aziendali e la Giunta Fontana: “Nonostante i continui investimenti la débâcle interessa tutte le linee regionali, non solo quelle cremonesi. Sono 4.454 le corse soppresse”

Un convoglio di Trenord. In base ai dati forniti dall’azienda nei primi 6 mesi del 2025 sulla rete sono circolati 380mila treni

Un convoglio di Trenord. In base ai dati forniti dall’azienda nei primi 6 mesi del 2025 sulla rete sono circolati 380mila treni

Milano, 28 agosto 2025 – "A giugno oltre 6500 treni soppressi. Gli unici ad arrivare puntuali sono gli aumenti" è tranchant Matteo Piloni, consigliere regionale Dem, a proposito della situazione ritardi dei treni in Lombardia. “Oltre dieci linee da indennizzare, tra cui due della Provincia di Cremona, la Brescia-Parma e la Cremona-Treviglio. E molte vicino alla soglia del 10%, una media tra ritardi e soppressioni del 9,02%: c’è mancato poco che scattasse pure l’indennizzo Ivol, che tiene conto di tutta la rete, ed è calcolato in modo da essere quasi impossibile da raggiungere” continua Piloni. Sostanzialmente sarebbero 6.582 i treni in ritardo o soppressi, di cui 4.454 vere e proprie soppressioni. “Questi sono i dati relativi agli indennizzi del mese di giugno resi noti da Trenord. Numeri che testimoniano un completo fallimento e che interessano tutte le province lombarde” afferma Piloni.  

Il consigliere della provincia di Cremona Matteo Piloni (Pd) durante un dibattito in Consiglio regionale a Milano
Il consigliere della provincia di Cremona Matteo Piloni (Pd) durante un dibattito in Consiglio regionale a Milano

“Servizio deficitario” 

Eppure sulla rete e sulla “flotta” sono stati fatti investimenti importanti negli ultimi anni: “Sono 214 i nuovi treni entrati in servizio – continua Piloni – gli investimenti sulla rete sono ingenti e molti cantieri sono già stati chiusi. Hanno cambiato l'amministratore delegato, in quota Fratelli d’Italia. Hanno eliminato i bonus, sostituendoli con gli indennizzi e ora i ritardi si valutano a 15 minuti e non più a 5, come accadeva fino a sei mesi fa, il che dovrebbe far apparire il numero dei ritardi in riduzione. Ma nonostante tutto questo, dopo sei mesi dal nuovo inizio, le performance di Trenord sono ancora assolutamente deficitarie. Anche più di prima. Si può solo immaginare quale disastro si presenterebbe se i ritardi fossero ancora calcolati sui cinque minuti”. 

Un controllo di polizia a bordo di un treno sul passante di Milano
Un controllo di polizia a bordo di un treno sul passante di Milano

Convogli e stazioni insicure 

Ma quello dei ritardi non è l’unico neo, si deve considerare anche la questione sicurezza sui treni e nelle stazioni. “Al servizio altamente carente si unisce anche l'assoluta insicurezza di treni e stazioni. Un’insicurezza che non è solo percepita dagli utenti, ma certificata dai dati diffusi dalla Polfer, relativi ai reati che avvengono nei pressi dei binari lombardi, dove si infrangono tutti i proclami dell'assessore La Russa. L'unica cosa puntuale sono gli aumenti dei biglietti e degli abbonamenti che, di fronte a questi numeri, suonano come l'ennesima beffa che peserà sulle tasche dei pendolari".