Coronavirus
Coronavirus

Milano, 4 giugno 2020 - Ancora una volta un’oscillazione fra i decessi registrati durante i giorni festivi e quelli dei feriali Se durante la giornata del 2 giugno la comunicazione dei morti di Covid-19 riguardava 12 persone ieri il numero è risalito ancora una volta: 29 vittime per un totale di 16.172. In Lombardia calano di 31 unità le persone attualmente positive al Covid-19 per un totale di 20.224 I positivi dall’inizio della pandemia a ieri invece risultano: 89.442. Nelle ultime 24 ore censiti 237 nuovi positivi. La quota di nuovi malati sui pazienti sottoposti a tampone è del 2,1%. Un altro calo del numero di pazienti ricoverati in Terapia intensiva (-35): sono 131 in totale. I ricoverati non in terapia intensiva sono 2.995 in tutta la Regione con un calo totale di 26. Sono in tutto 239 in un giorno i pazienti dimessi e guariti in Lombardia secondo i dati della Protezione civile. 

Riaperto il pronto soccorso di Codogno

La riapertura del pronto soccorso di Codogno è forse il segno più evidente dell'ingresso in una nuova fase dell'emergenza. A tre mesi dall'intuizione del medico anestesista e neo Cavaliere della Repubblica Annalisa Malara che individuò nei sintomi del 'paziente 1' Mattia la possibile e poi accertata presenza del virus, Codogno riconquista il suo pronto soccorso. Presenti stamani alla riapertura il direttore generale della ASST di Lodi, Massimo Lombardo, il primario del pronto soccorso Stefano Paglia e il sindaco di Codogno Francesco Passerini. Nella struttura sono stati predisposti percorsi diversi per i casi sospetti di Covid e pazienti no-Covid. Da oggi il personale sanitario specializzato nelle emergenze/urgenze torna in servizio nel presidio del Basso Lodigiano. Già questa mattina un primo paziente sospetto Covid ha fatto ingresso al pronto soccorso poco dopo la riapertura. Il paziente è stato instradato su un percorso
dedicato
che lo isola dagli altri malati. 

Pasma iperimmune per la seconda ondata

Un protocollo lombardo per curare con la plasmaterapia chi ne ha bisogno. Lo si sta approntando nel caso in cui dovesse arrivare la temuta seconda ondata di Covid-19. Allora a un numero molto superiore rispetto ai primi 48 pazienti potrebbe essere somministrata un’infusione di plasma iperimmune, come ha pensato di fare il professor Cesare Perotti con ottimi risultati. Si pensa a un protocollo regionale, mentre il Policlinico San Matteo raccoglie il sangue dei guariti per essere pronto a eventuali nuove emergenze.

Vaccino brianzolo contro il Covid 19

Un vaccino italiano contro il Covid-19. La monzese Rottapharm Biotech e la società biotecnologica Takis sono pronte "ad avviare nel tardo autunno la sperimentazione clinica", anticipa Lucio Rovati, presidente e direttore scientifico di Rottapharm Biotech. Il suo contributo non è soltanto finanziario, con i primi 3 milioni di euro "già concordati". "Abbiamo messo immediatamente a disposizione di Takis il supporto tecnico dei nostri manager scientifici, costituendo un team di elevate competenze cliniche, di tossicologia, farmacologia e nello sviluppo di prodotti biologici", spiega Rovati. Questo è il nuovo corso di Rottapharm Biotech dopo la ristrutturazione che, un paio di settimane fa, ha lasciato a casa 64 ricercatori e aperto nuove prospettive.

Italia-Svizzera: frontiere a senso unico

Alla fine gli unici a beneficiare della riapertura dei confini tra Italia e Svizzera sono stati i turisti tedeschi e olandesi, ordinatamente in fila dalla mezzanotte di martedì quando il Belpaese ha riaperto ai cittadini dell’area Schengen. Un arrivo il loro salutato come una boccata di ossigeno per alberghi e operatori turistici, anche se la maggior parte delle auto e dei camper che hanno varcato il valico autostradale di Brogeda erano diretti verso la Riviera Adriatica e le località turistiche del Centro e Sud. Nella mattinata di ieri si sono rivisti in dogana anche i primi svizzeri ai quali da ieri venire nel nostro Paese è sconsigliato, ma non proibito. In realtà l’unica proibizione rimasta in vigore è l’ingresso in Italia per fare acquisti, tassativamente punito al rientro in Svizzera con un ammenda da 100 franchi, mentre è possibile uscire per turismo, visite familiari, andare nella seconda casa, al ristorante o ad esempio dal parrucchiere. Al contrario agli italiani continua a essere vietato l’ingresso in Svizzera così com’è stato negli ultimi tre mesi, eccezion fatta per i frontalieri.

Movida, Milano fa dietrofont

È durata poco più di una settimana l’ordinanza anti-alcol notturno del sindaco Giuseppe Sala. Ieri, infatti, è arrivato il dietrofront del Comune, che ha revocato il provvedimento (firmato alle 18 del 26 maggio e con validità fino alla mezzanotte del 15 giugno) che imponeva lo stop alla vendita di alcolici da asporto dopo le 19 e il divieto di consumarli in tutta la città fino alle 7 del mattino, anche all’interno di parchi, giardini e aree verdi. Un provvedimento che era stato assunto d’urgenza per porre un freno alle scene da "aperitivo selvaggio" immortalate in più punti della città subito dopo la riapertura al pubblico di bar e locali, che avevano fatto temere una pericolosa ripresa dei contagi provocata dagli assembramenti in zona movida.

I dati delle province

Ieri il numero di contagiati nell'area metropolitana di Milano è aumentato di 37 unità a 23.176 mentre nella sola città di Milano l'incremento è stato di 14 unità a 9.822. Martedì 2 giugno gli aumenti erano stati rispettivamente di 45 e 12 unità ma con un numero di tamponi nettamente inferiore. Per quanto riguarda le altre province, i nuovi positivi sono aumentati di 77 a Bergamo, di 51 a Brescia, di 10 a Como, di 6 a Cremona, di 5 a Lecco, di 7 a Lodi, di 2 a Mantova, di 28 a Monza e Brianza, di 3 a Pavia, di 1 a Sondrio e di 5 a Varese.