Codogno, riapre il pronto soccorso
Codogno, riapre il pronto soccorso

Codogno (Lodi), 4 giugno 2020 - La riapertura del pronto soccorso di Codogno è forse il segno più evidente dell'ingresso in una nuova fase dell'emergenza. Quella fase 3 scattata ieri, 3 giugno, e che da oggi vede anche la riapertura di uno dei luoghi divenuti simbolo dell'emergenza coronavirus. A tre mesi dall'intuizione del medico anestesista e neo Cavaliere della Repubblica Annalisa Malara che individuò nei sintomi del 'paziente 1' Mattia la possibile e poi accertata presenza del virus, Codogno riconquista il suo pronto soccorso.

Presenti stamani alla riapertura il direttore generale della ASST di Lodi, Massimo Lombardo, il primario del pronto soccorso Stefano Paglia e il sindaco di Codogno Francesco Passerini. Da oggi il personale sanitario specializzato nelle emergenze/urgenze torna in servizio nel presidio del Basso Lodigiano. "Abbiamo riaperto perché adesso siamo in condizioni di garantire sicurezza per i pazienti, gli operatori e il territorio", ha detto Stefano Paglia. Il primario, tutto 'bardato', nel leggere lo schermo del suo smartphone esclama: "11.35, primo paziente inviato dal 118. Si aprono le danze...". Già in mattinata sono stati registrati una quindicina di accessi, tra cui un sospetto Covid e un'anziana positiva conclamata, trasferita in ambulanza da una casa di riposo con un problema di anemia. I due sono stati immessi in un'area riservata.

All'ingresso del pronto soccorso dopo il termoscanner per misurare la temperatura sono stati predisposti due percorsi separati per i pazienti Covid e non. E proprio davanti all'ingresso, Paglia ricorda ancora la sera del 20 febbraio scorso. "Ho sentito una forte presenza dello stato. Immediatamente sono state convocate l'unità di crisi aziendale, regionale e prefettizia. La decisione di chiudere il pronto soccorso è stata presa da tutti e tre e subito sono state inviate 10 ambulanze. Quella sera ero qui con il dottor Andrea Filippin, che è il referente medico di presidio e subito dopo l'accertamento di Paziente 1 e Paziente 3 abbiamo avuto la certezza di essere nel pieno di un'epidemia". Per il primario quello che è successo a Codogno, che fa capo alla Asst di Lodi, è un "unicum nella storia della medicina di igiene e prevenzione in Italia".