Nicole travolta a Bali da un pirata: “Io, salvata da 3.500 angeli. Devo la vita a due surfiste”

Parla la 22enne di Chiavenna investita da un camion e operata grazie a una raccolta fondi online. "Ho visto la morte in faccia, ora sto bene ma non è finita. L’autista? Mi ha chiesto di aiutarlo..."

Nicole Del Curto con una delle ragazze australiane che per prime l’hanno soccorsa
Nicole Del Curto con una delle ragazze australiane che per prime l’hanno soccorsa

Chiavenna (Sondrio) – ”Non è finita con le cure e gli interventi chirurgici. Ma ora sto meglio, dopo avere visto la morte in faccia, la sera del 23 novembre, schiacciata da un camion-pirata mentre in sella a un motorino. Mi trovavo a Bali per vivere il mio sogno di imparare a “guidare“ il surf in mezzo all’oceano. Se sono ancora viva lo devo, innanzitutto, a due ragazze australiane che, in vacanza in Indonesia come me, sono state le prime a soccorrermi in mezzo alla strada, dove stavo morendo dissanguata...".

Dopo il ricovero ospedaliero all’estero pagato grazie alla straordinaria raccolta fondi promossa dalla sua amica influencer Alessandra Somensi e il trasferimento in Italia, ora Nicole Del Curto, 22 anni, la ragazza di Chiavenna vittima alcuni mesi fa di un gravissimo incidente stradale nello Stato asiatico, è finalmente a casa.

Nicole, le prime fasi dei soccorsi sono state particolarmente difficili, vero?

"Le due ragazze che mi hanno soccorso hanno più volte provato a chiamare l’ambulanza, ma i soccorsi non arrivavano, peraltro una delle due è infermiera e si è quindi subito resa conto della gravità della situazione: così hanno fermato un taxi e mi hanno fanno portare all’ospedale pubblico di Jmbaran, a 20 minuti dal luogo dell’investimento, Ungasan. Mi mettono su un lettino, ma i sanitari, nonostante i ripetuti solleciti, non fanno nulla. Intanto io continuavo a perdere sangue, alla fine ben tre litri. Le australiane restano con me sette ore, finché riprendo un poco conoscenza e riesco a dare il numero di telefono di mamma Patrizia che chiamano subito. Lei si ricorda che le avevo parlato di Alessandra, da me conosciuta laggiù, e Ale decide, a sue spese, di farmi trasferire subito all’ospedale privato di Kuta, per ricevere cure migliori".

Nicole con il tassista che l'ha portata in ospedale
Nicole con il tassista che l'ha portata in ospedale

Come era la situazione al suo arrivo?

"Avevo seri traumi alla testa, fratture allo sterno, ben tre al braccio destro, l’omero malconcio, ossa rotte al volto e una bolla d’aria in testa. Mi trovavo al camp estivo di surf a Uluwato, il paradiso di questo sport, conquistata dall’ambiente, dalla cultura del posto, e avevo deciso di prendermi del tempo per schiarirmi le idee, per decidere il futuro".

Ha rischiato la vita?

"In ospedale dissero ai miei genitori che avrei dovuto restare ricoverata per 6 settimane. La prognosi riservata. Poi, grazie all’intervento dell’assessore regionale Guido Bertolaso, di Areu, del dirigente del Morelli di Sondalo Melazzini e del sindaco di Chiavenna, Luca Della Bitta, dopo due settimane con un volo speciale, sul quale c’erano un medico e un’infermiera, sono atterrata a Malpensa la notte del 3 dicembre. E portata al San Gerardo di Monza. Nella notte stessa fui sottoposta a Tac e lastre e mi dissero che l’intervento a pagamento di 12 ore nell’ospedale privato andava rifatto. A Monza, per rimediare, ne ho subito un altro di 10 ore. Poco prima del 25 dicembre sono però stata dimessa e ho potuto trascorrere il Natale in famiglia, con papà Raffaele, frontaliere in Svizzera, mamma casalinga, i miei fratelli Luca e Dario. Grazie al sindaco i miei familiari sono riusciti ad avere i passaporti e arrivare a Bali".

Chi si sente di ringraziare oggi?

"Alessandra ha avuto una grandissima idea. Su Gofundme hanno donato circa 126mila euro e lo hanno fatto in 3.551. Vorrei poterli ringraziare uno a uno. Sono stati tantissimi quelli della Valchiavenna. Ora devo sottopormi a periodici controlli, a cure costose, a nuovi interventi. Ma con la solidarietà di tanti mi riprenderò".

E il pirata che l’ha travolta è stato rintracciato?

"Sì, è stato individuato dalle telecamere. Mi ha contattato di recente: vorrebbe firmassi un foglio per fargli riavere la patente e il camion sequestrato. Se mi ha chiesto scusa ? Meglio non risponda"

Cosa farà da grande, una volta perfettamente guarita ?

"Mi piacerebbe lavorare nel campo dell’ospitalità. Ho studiato da receptionist alla scuola alberghiera “Crotto Caurga“ di Chiavenna e anche da loro sono fioccate le donazioni per le spese sanitarie".