ALESSANDRO SALEMI
Cronaca

Tutta l’ironia dei Full Metal. Chicken

Dimenticate i galli della fattoria e i polli del supermercato: a Monza, venerdì scorso, è arrivato il “pollo metal”. Quello...

Dimenticate i galli della fattoria e i polli del supermercato: a Monza, venerdì scorso, è arrivato il “pollo metal”. Quello...

Dimenticate i galli della fattoria e i polli del supermercato: a Monza, venerdì scorso, è arrivato il “pollo metal”. Quello...

Dimenticate i galli della fattoria e i polli del supermercato: a Monza, venerdì scorso, è arrivato il “pollo metal”. Quello che grida al microfono, suona power e hard rock, si veste da dinosauro mancato e fa scatenare le piazze. I protagonisti? I Full Metal Chicken, band brianzola al confine tra l’assurdo e il geniale, che ha acceso l’Arengario durante il Monza Live Sound Festival. Nati solo due anni fa, con base a Bovisio Masciago, sono un quartetto che mescola talento e follia: Alessandro Secco, il frontman padovano trapiantato a Monza, e i brianzoli Francesco, Daniele e Giacomo, provenienti da Cesano, Marianoe e Cantù.

"L’idea del nome è venuta al nostro chitarrista – racconta Secco –. I polli, quando li guardi dritti negli occhi, sembrano cattivi. Ma restano polli". Sotto la comicità surreale, c’è però un progetto musicale serio: cover metal reinterpretate in chiave “avicola” e brani che raccontano storie improbabili con il pollo protagonista. C’è il pollo stanco che, dopo una settimana di sveglie all’alba per cantare, vuole uscire il venerdì sera con la gallina ma finisce derubato da un alieno assetato di sangria. O quello di “The Legacy”, depresso e deriso, che ritrova il coraggio riscoprendo la sua eredità genetica dai dinosauri. A Monza, poi, hanno suonato “Chicken Doll”, cover metal di Barbie Girl degli Aqua. Sul palco si riconoscono per le maschere da pollo e la grande carica scenica. Ma sono tutt’altro che improvvisati. Alessandro suona il pianoforte da quando ha 8 anni, gli altri hanno suonato già in diverse band. Oggi, trentenni, hanno grande capacità di tenere il palco. "Sperimentiamo con tutto – dice Secco –. Ci piace il metal classico, il progressive, il power, ma anche giocare con le lingue. L’importante è far scatenare il nostro pubblico".

A.S.