REDAZIONE MONZA BRIANZA

La strada da seguire per il futuro: "Politica espansiva dei redditi e diritto al salario di produttività"

Qualità del lavoro, coesione sociale e territoriale, salari, produttività e nuove tutele: è questa la ricetta che la Cisl propone...

Mirco Scaccabarozzi segretario generale della Cisl Monza Brianza Lecco: «Serve un patto sociale con il Governo»

Mirco Scaccabarozzi segretario generale della Cisl Monza Brianza Lecco: «Serve un patto sociale con il Governo»

Qualità del lavoro, coesione sociale e territoriale, salari, produttività e nuove tutele: è questa la ricetta che la Cisl propone per il futuro. "Serve una nuova politica espansiva dei redditi e la prima leva è rappresentata dal rinnovo dei contratti collettivi nazionali per 2,5 milioni di lavoratori - spiega il segretario Mirco Scaccabarozzi -. Va poi stabilito il diritto di ogni lavoratore a un salario di produttività, volto a ridistribuire in maniera stabile gli esiti della aumentata produttività".

L’altro versante su cui concentrarsi riguarda prezzi e tariffe, insieme al contrasto alla speculazione e un minor aggravio della pressione fiscale su redditi da lavoro dipendente e da pensioni, impedendo ulteriori divari tra costo della vita e remunerazione. "Anche a seguito dell’azione corrosiva di stampo inflattivo - aggiunge Scaccabarozzi - occorrono detrazioni maggiori fino ai 60.000 euro, una riduzione della seconda aliquota Irpef dal 35 al 32% e una fiscalità a vantaggio della produttività con una maggiore tassazione sulle grandi rendite. Dunque, un nuovo patto sociale tra Governo e parti sociali, al pari degli anni ‘90, con un programma e obiettivi condivisi. Riteniamo che il sindacato debba indirizzare il cambiamento per evitare un’imposizione esterna e dunque trovarsi unicamente a gestire le ricadute sociali. La strada del dialogo e della partecipazione impone coraggio e scelte concrete anche se all’apparenza impopolari".

Sulle pensioni, il segretario è chiaro: "Possono essere cambiate solo attraverso un percorso condiviso che comporti un sistema più equo e flessibile a tutela di chi già percepisce un reddito da pensione e al tempo stesso dia maggiori certezze a giovani e donne con percorsi lavorativi spesso frammentati, se non polverizzati".

E.D.