
Per oltre un’ora i sanitari hanno tentato di rianimare Sofia Pozzi: la ragazza, ripescata in mare, non è mai rinvenuta
Ancona, 29 agosto 2025 – Una tragedia si è consumata ieri nelle acque della Riviera del Conero. Non riusciva a chiamare aiuto, mentre annaspava e i polmoni le si riempivano d’acqua, a una ventina di metri al largo dei Lavi a Sirolo: una giovane è morta.
L’allarme è scattato immediatamente e sul posto è accorsa l’idroambulanza della Croce Rossa, con il personale Opsa a bordo, partita dal porticciolo di Numana. Gli amici che nuotavano con lei hanno chiamato aiuto.
Una volta raggiunta in acqua, la giovane è stata recuperata e caricata sull’imbarcazione di soccorso. Non dava cenni di vita, tra la concitazione dei soccorritori e lo sgomento dei pochi bagnanti di uno dei tratti più belli e suggestivi della Riviera.
Subito, data la gravità delle condizioni in cui versava, è stata praticata la rianimazione. Si tratta di una ragazza lombarda che era in vacanza al Conero con la madre: Sofia Pozzi aveva 23 anni, era residente a Varedo, nella provincia di Monza e della Brianza.
Il mare era mosso in quel momento, fatto che ha reso il recupero della giovane molto difficoltoso. C’era vento e le onde raggiungevano i due metri di altezza. Gli operatori hanno cercato di salvarla anche mentre raggiungevano il porticciolo di Numana, praticando altre manovre rianimatorie. Lì era già presente, inviata dalla centrale operativa di Ancona Soccorso, l’ambulanza infermieristica del 118. Dalla piazzola dell’ospedale regionale di Torrette si era intanto alzata in volo anche l’eliambulanza, atterrata proprio a Numana.
E’ tornata indietro vuota però. Le operazioni rianimatorie svolte da medici e infermieri dell’équipe dell’eliambulanza sono proseguite assieme al personale sanitario per più di un’ora. Non c’è stato nulla da fare. E’ scattata la segnalazione all’autorità giudiziaria e in particolare al pm di turno, che dovrebbe disporre l’autopsia sul corpo della vittima, per fugare i dubbi sulle cause di un decesso tanto prematuro. La 23enne sarebbe morta per annegamento dopo un tuffo, mentre nuotava fra le acque turbolente battute dal forte vento che ieri soffiava in quel tratto. Non è escluso che possa essere stata colta dapprima da un malore, che le avrebbe impedito di raggiungere, seppur con difficoltà, la riva.
La risacca continuava a trascinarla via ancora più lontano, dal momento in cui è stata avvistata a quello del recupero.
E’ un punto ’maledetto’ quello di fronte ai Lavi, tanto bello quanto pericoloso: proprio lì nell’agosto del 2020 morì per un tuffo il 26enne osimano Emanuele Gualini, e l’anno precedente un’altra giovane, una 22enne di Perugia, per annegamento. Il decesso di quella ragazza era sopraggiunto al nosocomio dorico sei giorni dopo, lasso di tempo in cui aveva lottato con tutte le sue forze per continuare a vivere.