BARBARA CALDEROLA
Cronaca

La crisi Peg Perego. Allarme dei sindacati: "Non solo i 90 tagli. Tutto il sito è in bilico"

Ieri l’incontro con l’azienda: è stato un tavolo interlocutorio. E l’audizione fissata per oggi in Regione slitta a giovedì 17.

La protesta dei dipendenti della Peg Perego dopo l’annuncio dei novanta licenziamenti

La protesta dei dipendenti della Peg Perego dopo l’annuncio dei novanta licenziamenti

I 90 licenziamenti ufficializzati il 3 luglio e il futuro della Peg Perego. Ieri, l’incontro azienda-sindacati dopo l’annuncio choc della sforbiciata al personale, "un tavolo interlocutorio", dicono a lavori conclusi i metalmeccanici, mentre slitta l’audizione fissata per oggi in Regione: "La direzione non poteva – spiega Adriana Geppert della Fiom-Cgil Brianza – siamo stati riconvocati per il 17 luglio, ma anche per quella data hanno problemi". L’audizione in Commissione ci sarà in ogni caso, "il Pirellone ha già confermato". Al centro dell’incontro, l’analisi della situazione con le organizzazioni che chiedono "il ritiro degli esuberi e un piano di rilancio dello stabilimento di Arcore". Perché se si trema per il taglio del 40% dell’organico messo in agenda dai manager, "i timori non sono da meno per il futuro della fabbrica", sottolinea Gloriana Fontana della Fim-Cisl. Al faccia a faccia la conferma del pessimo andamento del mercato, Peg potrebbe essere una delle prime imprese a pagare il prezzo della denatalità "anche se di questo tema si parla da parecchio – chiariscono le sindacaliste –, oggi l’Ufficio parlamentare di bilancio ci dice che le culle vuote porteranno alla perdita di 700mila posti di lavoro nei prossimi 5 anni, ma non lo scopriamo adesso". Un riferimento alla richiesta avanzata dalle sigle da tempo di diversificare "e sempre caduta nel vuoto". Da discutere "c’è il perimetro dell’operazione – ancora Fim e Fiom – alla Regione chiederemo di fare pressione per una gestione condivisa della crisi, fermo restando che per noi i licenziamenti vanno ritirati". I problemi per il colosso dei passeggini e dei giocattoli sono iniziati prima della pandemia fra concorrenza cinese e il calo delle nascite. Adesso, però, i nodi vengono al pettine: dopo anni di ammortizzatori sociali il 30 settembre la dotazione sarà esaurita, da qui la scelta più drastica per riportare i conti in carreggiata. "Ma già oggi gli operai sono in servizio 18 ore a settimana", ricorda Geppert. Lunedì saranno proprio loro a indicare la strada ai sindacati, Fim e Fiom hanno fissato le assemblee. "La prossima settimana sarà decisiva per la vertenza". Il caso è già sbarcato in Parlamento: con un’interrogazione in Senato, Alleanza Verdi Sinistra ha chiesto al governo di intervenire.