San Siro cade a pezzi: tra calcinacci, effetto altalena e vibrazioni anomale. Arrivano le reti salva tifosi

Milan e Inter hanno investito 160mila euro per mettere in sicurezza il terzo anello: “Servono interventi sulla struttura”

Lo stadio di San Siro. A destra, una delle parti ammalorate (Foto Andrea Fasani)

Lo stadio di San Siro. A destra, una delle parti ammalorate (Foto Andrea Fasani)

Milano – L’ultima segnalazione è del capogruppo di Forza Italia in Comune Alessandro De Chirico, che mostra una foto del terzo anello nella parte esterna allo stadio di San Siro e spiega: “Stanno mettendo le reti protettive per i calcinacci che si staccano dal terzo anello”. Il problema era emerso lo scorso novembre e Milan e Inter si erano impegnati a investire 160mila euro per l’installazione di reti utili a bloccare il potenziale distacco di pezzi di calcestruzzo dal terzo anello.

Stadio San Siro, reti anticaduta calcinacci (Foto Andrea Fasani)
Stadio San Siro, reti anticaduta calcinacci (Foto Andrea Fasani)

’ultima segnalazione, dicevamo, perché non è la prima volta che lo stato di degrado del “Giuseppe Meazza“ diventa una notizia di cronaca. San Siro è un impianto “incerottato” e non da ieri. Gli anni si sentono: il primo anello è del 1926, il secondo del 1955 e il terzo è stato realizzato nel 1990 per i Mondiali in Italia. Trentacinque anni dopo, il terzo anello ha più di un problema.

Stadio San Siro, una delle parti ammalorate (Foto Andrea Fasani)
Stadio San Siro, una delle parti ammalorate (Foto Andrea Fasani)

Nel 2019, dopo un Inter-Atalanta in cui furono registrate vibrazioni anomale nelle zone mediane delle due curve, la Commissione di vigilanza del Comune ha deciso di interdire l’accesso al pubblico ai settori 349, 351 e 352 della terzo anello Verde e 307, 309 e 310 del terzo anello Blu. La capienza di San Siro è scesa da 78mila spettatori a poco più di 75mila e, cinque anni dopo, la misura anti-vibrazioni è ancora in vigore.

Stadio San Siro, una delle parti danneggiate (Foto Andrea Fasani)
Stadio San Siro, una delle parti danneggiate (Foto Andrea Fasani)

Non è finita. Perché i “cerotti“ per la Scala del calcio riguardano anche il secondo anello, ma non per le partite di Milan e Inter: per i concerti estivi. Un problema esploso il 29 maggio 2004, il giorno dello show di Renato Zero al Meazza, quando i quotidiani riportarono una relazione tecnica degli ingegneri del Consorzio Milano 2000, la società partecipata dai due club che gestiva lo stadio: nel mirino del documento l’effetto altalena nel secondo anello, provocato dagli spettatori che ballavano al ritmo della musica, vibrazioni e movimenti della tribuna che potevano diventare pericolosi per la tenuta strutturale dell’impianto. Risultato: dall’estate del 2005, in occasione delle due date degli U2 nella Scala del calcio e del rock, è scattato il divieto di accessi nelle prime file di gradoni del secondo anello, circa 1.500 posti, per limitare l’effetto altalena. Una “toppa“ che viene riproposta ogni estate.

Le condizioni strutturali di San Siro tornano d’attualità ora che Milan e Inter, dopo la lettera a loro indirizzata da Webuild, stanno iniziando a dialogare sulla ristrutturazione di San Siro auspicata dal sindaco Giuseppe Sala. L’azzurro De Chirico, intanto, commenta: “Dopo 35 anni è necessario un intervento di messa in sicurezza della struttura del terzo anello. Nel frattempo, meglio evitare che ci siano problemi per i tifosi che vanno allo stadio. Nello studio promosso dall’architetto Fenyves è previsto il controllo e l’eventuale manutenzione di tutte le strutture in cemento armato e non solo. Gli ingegneri che realizzarono il terzo anello garantiscono sulla tenuta dello stesso”.

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