L’architetto Viel sul caso San Siro : "Non è più stadio di livello europeo. Il restyling? Difficile ma possibile"

L’esperta: il Meazza ha un valore storico. Cantiere senza far traslocare i club? Molto complicato da gestire

L’architetto Viel sul caso San Siro : "Non è più stadio di livello europeo. Il restyling? Difficile ma possibile"

L’architetto Viel sul caso San Siro : "Non è più stadio di livello europeo. Il restyling? Difficile ma possibile"

"La vicenda San Siro è molto complessa. Impianti sportivi così vecchi, realizzati in calcestruzzo, oggi sono molto difficili da demolire o ristrutturare. Non è impossibile, ma è molto difficile". Parole di Patricia Viel, l’architetto che, insieme ad Antonio Citterio, ha disegnato la nuova Torre A2A di piazza Trento, e poi il Ponte di Expo, Gioia 20 e Symbiosis, solo per citare alcuni dei suoi progetti milanesi. Di recente lo studio Acpv Architects si è occupato anche di impianti sportivi: "Abbiamo partecipato alla gara internazionale per il restyling dello stadio Artemio Franchi di Firenze, che ha lo stesso problema del Meazza, cioè un vincolo su alcune parti storiche dell’impianto, quelle degli anni Trenta. Ma ci si può costruire sopra il nuovo stadio. Operazione possibile, ripeto, ma molto complicata".

Architetto Viel, il secondo anello del Meazza è stata vincolato dalla Sovrintendenza. Il vincolo complica il restyling nel caso milanese?

"Non più di tanto. Quel tipo di vincolo è per la tutela del bene, non per la semplice conservazione. Ciò obbliga chi voglia mettere mano all’impianto a concordare gli eventuali interventi con la Sovrintendenza. L’unico intervento vietato è la demolizione del Meazza, non solo per l’indicazione governativa ma perché abbattere un impianto del genere sarebbe veramente molto complesso".

Ristrutturazione del Meazza possibile, dunque?

"È possibile fare degli interventi di attualizzazione di San Siro ma prevedendo qualche rinuncia o compromesso sull’efficienza dell’impianto. Per decidere se fare o no lavori del genere subentrano anche ragionamenti di opportunità, visto che gli interventi sarebbero pagati dai club, Milan e Inter, nel caso della Scala del calcio".

I club ripetono al Comune dal 2019, quando presentarono il progetto di nuovo stadio di fianco al Meazza, che vogliono un impianto capace di avere più posti premium per incrementare gli introiti per le due società.

"Sì, ci sono state tante polemiche su questo aspetto dell’operazione nuovo stadio. Ma è ovvio che un investimento del genere da parte dei club debba avere un ritorno economico. Il vero problema, però, è che gli stadi moderni devono corrispondere a determinate caratteristiche per poter ospitare delle gare europee, devono avere una certa quantità di posti di un certo tipo. Da questo punto di vista il Meazza non è un impianto di livello europeo".

Milan e Inter finora hanno escluso la ristrutturazione di San Siro anche perché sostengono che questi lavori causerebbero la chiusura dello stadio per due o tre anni e li costringerebbero a giocare fuori Milano, con ricadute economiche negative e disagi per i tifosi. Ma di recente più voci – il sindaco Giuseppe Sala, un progetto dello studio Arco Associati e una lettera di Webuild di giovedì – affermano che sia possibile ristrutturare San Siro senza far traslocare i club altrove. È tecnicamente possibile secondo lei?

"So che il Comune ha in mano un progetto di fattibilità sulla ristrutturazione, ma mi sembra molto complesso aprire un cantiere di questo tipo facendo continuare a giocare lì le squadre e facendo entrare nell’impianto migliaia di tifosi".

Le società calcistiche, nel 2019, avrebbero voluto realizzare un nuovo stadio di fianco al Meazza rifunzionalizzando quest’ultimo. Un’occasione persa per la città? È troppo difficile in Italia realizzare nuovi stadi?

"La questione purtroppo è semplice: parliamo quasi sempre di stadi di proprietà comunale. Questo è il problema di fondo, perché il pubblico non è in grado di sostenere investimenti così ingenti e deve affidarsi ai club. Lo scenario di due stadi uno di fianco all’altro nell’area di San Siro l’ho sempre trovato incompatibile perché si troverebbero entrambi all’interno della città"

I club stanno lavorando su stadi fuori Milano. I rossoneri a San Donato Milanese, i nerazzurri a Rozzano.

"Un nuovo stadio nei Comuni della cintura metropolitana è interessante, perché Milano ha bisogno di espandersi nell’area vasta. Uno stadio a Milano e l’altro nell’hinterland è uno scenario da guardare con attenzione, soprattutto se il progetto fuori dai confini della metropoli sarà un progetto di qualità".

Se lei fosse alla guida di Milan e Inter, punterebbe su un nuovo stadio o sulla ristrutturazione del Meazza?

"Io ristrutturerei San Siro, perché, al di là degli aspetti tecnico-finanziari, l’appartenenza dei club a questo stadio è fortissima, c’è un legame anche simbolico. Tutto ciò ha un valore. Se dovessi scegliere io, ristrutturerei il Meazza".

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