
Milano è sempre più città a vocazione turistica, ma il fascino meneghino non è proprio a buon mercato
Milano, 14 luglio 2025 – Il cielo grigio, un’arietta fresca che la seconda domenica di luglio pare una benedizione, un piccolo bagaglio per muoversi in due senza impicci nella metropoli. Si va. Se i cittadini cercano di evadere, concedendosi anche solo una giornata al lago partendo “quando Milano dorme ancora” come cantava Fabio Concato nel 1982 nella sua “Domenica bestiale“, una coppia di turisti che arriva per esplorare la city cerca la vita che non si spegne mai e che loro stessi contribuiscono ad alimentare. E di vita ce n’è, eccome. Cosa fare?
C’è solo l’imbarazzo della scelta: per una giornata all’insegna della cultura e dello svago, l’offerta è ricca. La coppia che organizza la sua domenica comincia con una colazione in centro, scegliendo di accomodarsi a un tavolino in zona Brera. Caffè e cappuccino da sorseggiare con calma, brioche, spremuta e succo di frutta... Per due si superano i 20 euro. D’altronde servono energie per la mattinata da trascorrere tra le opere d’arte: l’idea è infatti varcare l’ingresso della Pinacoteca di Brera per perdersi tra i dipinti. Uno sguardo alla statua di Napoleone scolpita da Canova, al centro del cortile, poi il viaggio nelle 38 sale. Trenta euro (in due) per ammirare dal vivo capolavori come “Il bacio“ di Hayez, una delle immagini simbolo del luogo, forse il dipinto più riprodotto dell’Ottocento italiano, lo “Sposalizio della Vergine” di Raffaello e il “Cristo morto” del Mantegna. La mattinata scorre senza quasi accorgersene. Ma bisogna controllare l’orologio, perché per il primo pomeriggio è già in programma la visita al Cenacolo Vinciano. Con i biglietti prenotati da tempo (a 15 euro). Ma prima serve una pausa pranzo, anche se veloce. E allora si opta per due pizze seduti in un ristorantino: con bevande e coperto, il conto finale sfiora i 35 euro. Adesso si può andare a meravigliarsi, dentro il refettorio dell’antico convento domenicano di Santa Maria delle Grazie che custodisce l’Ultima Cena di Leonardo da Vinci realizzata tra il 1494 e il 1498.
È pomeriggio. Cosa fare per rilassarsi un po’? Nel frattempo il sole estivo ha reso roventi le strade e l’aria del mattino è un ricordo. Si va in piscina, in uno dei pochi centri balneari pubblici rimasti aperti: da Cadorna basta salire sulla metropolitana della linea verde e scendere a Città Studi, per raggiungere la Romano. È aperta fino alle 19 e l’ingresso costa 9 euro. Il tempo di recuperare i costumi e il necessario, e ci si tuffa.
Con la mente avvolta nel relax e la fame dopo la giornata intensa, si pensa alla cena. Il desiderio è quello di assaporare la cucina milanese, magari in un ristorante lungo la sponda del Naviglio. Detto, fatto: per due arrivano risotto allo zafferano, ossobuco sfilacciato e limone. Più il vino. E il dolce. Una cena da cento euro, occhio e croce. Per concludere con un drink in uno dei tanti locali della movida: l’ultimo sapore della domenica immersi nella metropoli, che alla coppia di turisti è costata quasi 300 euro.