
La protesta davanti a Palazzo Marino delle Famiglie Sospese
Il 16 luglio dell’anno scorso la maggioranza di centrodestra al governo ritirò a sorpresa le proposte di sanatoria - il cosiddetto Salva Milano - per le pratiche edilizie del capoluogo lombardo finite nel mirino della Procura, dando in pratica il via alla paralisi che, tra nuove inchieste e terremoti nella commissione paesaggio del comune, dura tutt’ora.
Mercoledì sarà un anno esatto da quella giornata simbolo per l’urbanistica meneghina. E a un anno di distanza il Comitato Famiglie Sospese - che riunisce gli acquirenti dei cantieri bloccati in città - promuove un nuovo presidio pubblico davanti a Palazzo Marino e invita tutti i professionisti del settore a unirsi alla mobilitazione. "Si tratta di una manifestazione civile, trasversale e apartitica - spiega il comitato - che vedrà la partecipazione delle famiglie direttamente colpite, insieme a tecnici, imprese, professionisti e rappresentanti delle associazioni di categoria. La loro presenza è fondamentale per dare forza a una richiesta che riguarda non solo casi singoli, ma il futuro dell’intero comparto immobiliare milanese".
Nel corso della giornata, il Comitato invierà un appello unitario al ministro, alla Regione Lombardia, al Comune e al Tribunale di Milano, chiedendo l’apertura urgente di un tavolo istituzionale con la partecipazione degli ordini professionali, delle associazioni di categoria, nonché delle principali banche e compagnie assicurative, il cui ruolo è determinante per garantire la sostenibilità e la continuità degli interventi.
"Non è più accettabile che famiglie, imprese e un intero settore economico continuino a pagare il prezzo di un’incapacità nel trovare una soluzione - dice Filippo Maria Borsellino, portavoce del Comitato Famiglie Sospese - Questa è l’ennesima dimostrazione della fragilità del sistema italiano: ritardi, contraddizioni e mancanza di coordinamento stanno producendo danni concreti, umani ed economici, sulla pelle di chi lavora e vive in questo Paese. Il presidio del 16 luglio sarà l’occasione per dare voce e visibilità a chi da oltre un anno vive nell’incertezza, in attesa di risposte che tardano ad arrivare. Le famiglie e le associazioni di categoria chiedono soluzioni immediate, condivise e istituzionali".
R.M.