NICOLA PALMA
Cronaca

La cena in famiglia, poi il furto del Patek da 80mila euro: l’imprenditore Bozzarelli derubato a due passi da via Monte Napoleone

Il settantaduenne era insieme alla compagna e alla figlia. È stato seguito all’uscita da un ristorante da un giovane che gli ha strappato il prezioso orologio. Il suo nome (da non indagato) negli atti dell’inchiesta sull’Urbanistica per le chat con l’architetto Marinoni

L’imprenditore ha denunciato il furto con strappo alla polizia

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Milano – La cena in un ristorante di via Monte Napoleone con la compagna e la figlia. La breve passeggiata in via Sant’Andrea per raggiungere la macchina e rientrare a casa. La sensazione di essere seguito e la serata che all’improvviso prende una piega tutt’altro che piacevole. L’imprenditore Ennio Bozzarelli, settantaduenne nativo di Cosenza, residente in Svizzera e con un domicilio a due passi da piazza Repubblica, finisce nel mirino di un giovane descritto come nordafricano: lo sconosciuto gli strappa dal polso sinistro un Patek Philippe modello Nautilus da 80mila euro e scappa a piedi; il derubato dirà alla polizia di aver visto solo lui, ma non è escluso che ci fosse un complice ad attenderlo poco più avanti, pronto a intervenire nel caso la vittima avesse abbozzato una reazione al furto con strappo.

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L’ennesimo colpo ei predoni di orologi è avvenuto alle 22.30 di venerdì, a replicare un copione già visto e rivisto negli ultimi due mesi. Dopo la denuncia dell’imprenditore, che per fortuna non ha riportato conseguenze fisiche, sono scattati gli accertamenti degli specialisti dell’Antirapine della Squadra mobile, guidati dal dirigente Alfonso Iadevaia e dal funzionario Michele Scarola: si partirà dall’analisi delle immagini registrate dalle telecamere installate tra Montenapo e via Sant’Andrea, nonché lungo le possibili vie di fuga dell’aggressore, per trovare tracce o dettagli utili. Come spesso capita in questi casi, il bersaglio designato è stato agganciato in un punto e derubato in un altro poco lontano, dopo un rapido pedinamento. La zona di caccia è sempre la stessa: quella del Quadrilatero della Moda.

E non a caso a inizio agosto la Questura, su input del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica in Prefettura, ha disposto un potenziamento dei controlli, con una sorveglianza più dinamica e pronta a fronteggiare immediatamente gli alert. Un giro di vite che sabato scorso ha portato a bloccare in flagranza due sedicenni, uno tunisino e uno algerino, che avevano appena depredato di un Richard Mille da 300mila euro una turista americana di ritorno con le figlie al Mandarin Oriental di via Andegari. E altre inchieste-lampo, come quella dei carabinieri del Nucleo investigativo sul raid di via Zebedia del 5 luglio (un venticinquenne preso a martellate per un Tudor da 4mila euro) si sono concluse con l’arresto dei presunti responsabili. Gli assalti, però, non si fermano, anche se quello che ha coinvolto Bozzarelli è andato in scena in un orario insolito.

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Il nome del 72enne non è nuovo alle cronache. Poco più di un mese fa, l’imprenditore era finito (da non indagato) negli atti dell’inchiesta sull’Urbanistica per via dei contatti datati 2023 con l’architetto Giuseppe Marinoni, ex presidente della Commissione Paesaggio di Palazzo Marino messo ai domiciliari il 31 luglio dal gip Mattia Fiorentini su richiesta dei pm Mauro Clerici, Paolo Filippini e Marina Petruzzella e scarcerato due settimane dopo dal Tribunale del Riesame con un’interdittiva di un anno. Secondo un’informativa della Guardia di Finanza, tra maggio e settembre di due anni fa, Marinoni e consorte avrebbero trascorso tre fine settimana in un resort di lusso di Ostuni, in provincia di Brindisi, in cui il padrone di casa era proprio Bozzarelli. “Caro Ennio, stiamo passando un magnifico weekend nella tua struttura”, “Dirò di coccolarti in attesa del mio arrivo” e “Grazie a te Giuseppe per interessarti al mio progetto, è stato un piacere avervi ospiti”, alcuni dei messaggi sotto la lente. Quale progetto? Quello di un albergo all’angolo tra via Lecco e viale Tunisia.