NICOLA PALMA
Cronaca

Il bilancio del questore di Milano a fine mandato tra coltellate, trapper e ultrà: “Ci siamo sempre stati”

Dopo tre anni e mezzo Giuseppe Petronzi lascia via Fatebenefratelli. Lunedì arriverà il successore Megale: "L’eredità? Poliziotti feriti che vogliono tornare sul campo"

MILANO – L’eredità più importante per chi arriverà sono poliziotti come "Jessica e Christian": la prima è stata colpita il 22 marzo con una testata che le ha fratturato il naso da un baby rapinatore in fuga; il secondo è stato quasi ucciso dai fendenti sferrati dal trentasettenne marocchino Hassine Hamis la notte del 9 maggio sui binari della stazione di Lambrate ed è ricoverato al Niguarda dopo un’operazione salvavita, quattro arresti cardiaci e 90 sacche di sangue, plasma e crioglobuline trasfuse. Entrambi hanno riservato il primo pensiero al proprio lavoro: “Tornerò più forte di prima”.

L'ex questore di Milano, Giuseppe Petronzi
L'ex questore di Milano, Giuseppe Petronzi

A tre anni e cinque mesi dall’arrivo all’ombra della Madonnina, Giuseppe Petronzi saluta la Questura con la consapevolezza di "esserci sempre stati nell’ultimo miglio, di essere stati attenti lettori di una città meravigliosa e internazionale e di non esserci mai sottratti a ciò che ci competeva".

L’inizio del mandato in via Fatebenefratelli, datato 28 dicembre 2020, è coinciso con la tragica seconda ondata della pandemia, a cui ha fatto seguito nell’autunno 2021 la stagione infinita dei cortei no vax. Dal 7 ottobre 2023 in avanti, se restiamo alla gestione dell’ordine pubblico, la piazza è stata monopolizzata prima dalle manifestazioni pro Palestina e ora dalle iniziative di protesta nelle università, "al momento non violente e che devono rimanere nel perimetro della legge". Detto questo, "non mi piace che stia maturando un sentiment di una parte che si sente minacciata". Così come non gli è piaciuta la trovata di Fabio Rovazzi, che ha simulato il furto del suo smartphone per lanciare un album: "È stato un gesto poco elegante. Che senso ha cercare di denigrare una città? Voleva dimostrare che a Milano si può rubare un telefonino? Abbiamo arrestato quasi 5mila persone in un anno". Tra queste, ci sono pure i trapper violenti, "inconsapevoli della gravità dei messaggi che mandano", e i tre ultrà che hanno aggredito un ragazzo fuori da San Siro: "Non hanno il timone dello stadio, ma ci sono pulsioni di soggetti o gruppi che vogliono indirizzare interessi soprattutto economici".

Un altro genere di pulsioni, originate da vita ai margini e problemi psichici, si lega invece alle recenti aggressioni alle forze dell’ordine e all’uso sempre più frequente dei coltelli, già sottolineato da Petronzi all’ultima Festa della polizia: "Preoccupa la minaccia in un luogo imprevisto", com’è stato a Lambrate per il viceispettore Di Martino, ma "noi siamo sempre arrivati in tempo". E la narrazione su Gotham City? Il neo commissario di Governo per la provincia di Trento, che da sempre preferisce l’approccio analitico al semplice "sì" o "no", risponde: "Dico che a Lambrate il 9 maggio a quell’ora era Gotham City, però mi appoggio a tutto il resto per cercare di conservare la serietà di chi fa della complessità un privilegio". Al suo posto arriverà da lunedì Bruno Megale, che torna in città dopo 9 anni da questore prima a Caltanissetta e poi a Reggio Calabria: "Gli faccio tantissimi auguri, sapendo che la Questura di Milano andrà in eccellenti mani".