LUCA TAVECCHIO
Cronaca

Fabio Rovazzi, il finto furto su Instagram e il cortocircuito mediatico: “Genio, li hai trollati tutti”

Milano, l’influencer svela la messinscena per il lancio della canzone “Maranza”: “Un’idea divertente di marketing”. L’assessore Maran: “E se ti facessimo causa per danni d’immagine?”

A sinistra, il video del (falso) furto in diretta sull'account Instagram di Fabio Rovazzi. A destra, il video in cui il rapper svela la messinscena

A sinistra, il video del (falso) furto in diretta sull'account Instagram di Fabio Rovazzi. A destra, il video in cui il rapper svela la messinscena

Milano – Cosa non si fa per promuovere un prodotto. In questo caso una canzone. Fabio Rovazzi, ex rapper di successo (la suo “Andiamo a comandare” è stata un vero tormentone nel 2016), ex presentatore tv, attuale testimonial di pubblicità e influencer con 1,3 milioni di follower, ha addirittura inscenato un furto in diretta Instagram per lanciare la sua ultima fatica musicale. E ha funzionato. Il suo nome, da tempo lontano dai riflettori, è tornato con prepotenza sulle prime pagine.

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“Ho pensato – ha spiegato Rovazzi – a un’idea divertente di marketing da utilizzare per lanciare in maniera inusuale l’uscita del mio brano senza preventivare che questo potesse creare un cortocircuito mediatico così ampio”. E invece è proprio quello che è successo: un cortocircuito mediatico. In cui si sono mescolati l’allarme sicurezza – che a Milano è sempre d’attualità, ma in questi giorni lo è drammaticamente di più – l’onnipresenza dei social, lo stupore per un colpo avvenuto sotto gli occhi di centinaia di persone (circa 400 i follower di Rovazzi collegati durante la diretta ’criminale’) e le (in)evitabili prese di posizione di alcuni politici.

La trovata prevedeva anche il coinvolgimento de ’Il Pagante’, il trio musicale che affianca Rovazzi nella nuova canzone: nello stesso giorno dello scippo in diretta, due membri della band hanno denunciato infatti furti sulle loro auto in città, tanto che qualcuno sui social ha prodotto delle gallery di ’personaggi famosi rapinati in questi giorni a Milano’. Una strategia ben architettata che ha ottenuto grandi risultati sia in termini di visibilità (difficilmente Rovazzi sarebbe arrivato sui Tg presentando semplicemente la canzone), che coinvolgimento social. Il suo account, come quello dei tanti, tantissimi che hanno rilanciato il video, è stato invaso da migliaia di messaggi: così, tra un insulto a Sala e una frase razzista, si è creato lo spazio giusto per svelare dopo 24 ore la messinscena. La regola, insomma è sempre la stessa: bene o male, purché se ne parli.

Certo, il giorno dopo insieme ai commenti divertiti e gli attestati di stima per il rapper (“un genio”, “bravo, li hai trollati tutti”), c’è anche chi parla di procurato allarme (il sociologo delle comunicazione Mario Morcellini) e cinismo nello sfruttare e amplificare le paure e le ansie delle persone. All’assessore alla Casa Pierfrancesco Maran, per esempio, la trovata non è piaciuta per niente: “Anche noi milanesi potremmo avere un’idea divertente di marketing nel farti causa per danni di immagine”.  Ma il frullatore impazzito che mescola media, social e realtà è ormai in moto e non si fermerà per qualche giorno. Almeno fino a quando la canzone – che per la cronaca si intitola “Maranza” – verrà pubblicata (mercoledì 15 maggio). 

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