Baby Gang e Simba La Rue come “cacciatori di prede”: la condanna dei giudici

In merito alla sparatoria di luglio 2022 in Corso Como, il tribunale ha descritto “la spiccata pericolosità sociale” dei trapper, che hanno manifestato una violenza cieca e incontrollata

A sinistra il rapper Baby Gang e a destra Simba La Rue
A sinistra il rapper Baby Gang e a destra Simba La Rue

Milano, 19 gennaio 2024 – “Arcaici cacciatori che si facevano ritrarre accanto a prede animali esanimi”: così sono stati descritti i trapper Baby Gang e Simba La Rue e i giovani amici delle loro crew condannati a metà novembre con processo di rito abbreviato, in merito alla sparatoria avvenuta tra il 2 e il 3 luglio 2022 in corso Como a Milano.

Nelle 144 pagine di motivazioni, firmate dalla corte presieduta dal giudice Marco Tremolada, “la violenza sprigionata” nell'episodio per cui c'è stato il processo "è efferata” e la condotta degli imputati nell'immediatezza del fatto evidenzia “la radicale assenza di consapevolezza di disvalore della condotta tenuta". Le intercettazioni fatte agli indagati, dicono le carte, sottolineano l’assenza di consapevolezza delle azioni compiute dai trapper e delle loro relative conseguenze.

Otto imputati che presentano una “spiccata pericolosità sociale”

Presi ad esempio dai giovanissimi, ascoltati e seguiti nel loro look e nelle loro scorribande, i trapper nono sono semplici cantanti in voga ma giovani che presentano una “spiccata pericolosità sociale” da cui prendere le distanze.

È uno dei passaggi con cui i giudici del tribunale di Milano hanno motivato le condanne ai trapper Baby Gang (Zaccaria Mouhib), Simba La Rue (Lamine Mohamed Saida) e altri sei giovani amici.

Nel processo che li ha visti protagonisti, gli otto imputati sono stati condannati dopo che i giudici hanno riconosciuto tutte le imputazioni: dalla rapina ai danni dei due fino alla rissa, alle lesioni gravi e alla detenzione di arma clandestina.

Alcuni degli indagati “ridevano ripensando all'intensità con cui taluno del gruppo aveva infierito" e nelle intercettazioni emerge come "gli imputati abbiano dileggiato la vittima, con espressioni anche a sfondo razzista". Una rissa nella quale gli indagati si sono accaniti senza alcuna “umana pietà sulla vittima, già indifesa - per terra, disarmata, in evidente minoranza”.

Una violenza cieca sprigionata e incontrollata

Uno del gruppo, Andrea Rusta (condannato a 4 anni e 2 mesi), si è "vantato della violenza sprigionata" quella notte "documentando orgogliosamente con video e foto la vittima ferita per impressionare la ragazza con cui stava uscendo".

Tutti questi comportamenti mettono in luce nelle motivazioni la "spiccata pericolosità sociale" degli imputati e la loro "consuetudine alla violenza e alla sopraffazione e umiliazione" degli altri. Simba La Rue, ad esempio, è "animato da una violenza cieca e incontrollata".

Tra l'altro, i giudici criticano anche il basso risarcimento offerto alle vittime, sostenuto, tra l'altro, "dalla società facente capo" a Baby Gang e trattato come se fosse una "spesa di rappresentanza da portare a bilancio dell'etichetta musicale" e ciò malgrado i loro "ingaggi professionali elevati".

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