LUCA RAIMONDI COMINESI
Cronaca

Valera Fratta, mondine addio: nelle risaie c’è il robot che recide le radici delle infestanti

Si chiama Moondino, è un prototipo comandato dal cellulare e oltre a tagliare le malerbe crea, col fango, un’acqua torbida che ne limita la ricrescita: è il futuro dell’agricoltura biologica. Nella Cascina Casone di Valera Fratta presto i test per i droni che effettuano la fertilizzazione aerea

Le mondine, chiamate a 'mondare' i campi di riso, sono ormai un ricordo: arriva il robot 'Moondino' in azione in un campo della cascina Casone di Valera Fratta, nel Lodigiano, accanto al titolare dell'azienda agricola Giovanni Sangalli

Le mondine, chiamate a 'mondare' i campi di riso, sono ormai un ricordo: arriva il robot 'Moondino' in azione in un campo della cascina Casone di Valera Fratta, nel Lodigiano, accanto al titolare dell'azienda agricola Giovanni Sangalli

Valera Fratta – Si chiama Moondino, ha origini piemontesi, pesa 250 kg ed è alimentato esclusivamente ad energia solare. È questa l’ultima innovazione tecnologica introdotta nell’ambito agricolo e nelle campagne lodigiane per rivoluzionare la gestione delle piante infestanti in risaia. Questo robot, entrato in funzione alla Cascina Casone di Valera Fratta, guidata da Giovanni e Lorenzo Sangalli, associati a Confagricoltura Milano Lodi Brianza, è un prototipo che permetterà di unire ancora una volta innovazione tecnologica e agricoltura biologica, proprio in aiuto e in supporto dell’attività umana.

Comandato col cellulare

“Abbiamo introdotto in azienda un robot, tra i pochissimi in Italia, autonomo, comandato via satellite e da remoto con un cellulare, che si ricarica con pannelli solari e utilizza l’energia accumulata nei momenti in cui non c’è irraggiamento – spiega Giovanni Sangalli – L’obiettivo è che in futuro possa lavorare in modo continuo, giorno e notte, senza mai fermarsi”.

L’idea? Di un imprenditore vercellese

Sorto da un’idea, poi brevettata, di Paolo Ferraris, agricoltore del Vercellese, questo robot lavora due file alla volta: le sue ruote in ferro sono dotate di lame che, sfruttando acqua e fango, recidono le radici delle infestanti. L’acqua torbida che ne risulta impedisce alla luce di penetrare, limitando fortemente la crescita delle malerbe. Questo nuovo mezzo consente di operare nei campi, limitando al minimo i danni alle colture.

Supporto per agricoltura biologica

Alla testata del campo, infatti, “il robot non gira su sé stesso, ma si sposta saltando due file, arrivando a non calpestare mai la stessa linea - spiega l’imprenditore, che coltiva nella Cascina di conduzione familiare oltre 80 ettari di riso - Inoltre, grazie alla mappatura digitale dei terreni, è stato possibile trasmettere i dati di navigazione con immediatezza. È un prototipo, con difetti ancora da risolvere, ma in un’ottica futura può diventare un supporto concreto per l’agricoltura biologica”.

La Cascina Casone, che l’8 luglio 2025 apre le porte ad un open day in cui sarà possibile dalle 17 vedere in attività il robot con una dimostrazione in campo, è prossima a testare anche sistemi di fertilizzazione aerea tramite droni, che consentirebbero interventi mirati senza impatto sul suolo.