Sant’Angelo ricorda Giovanna Pedretti: “Sempre pronta ad aiutare tutti”

L’amica d’infanzia della ristoratrice trovata morta: quindici giorni fa ci eravamo date un forte abbraccio L’ex parroco, don Ermanno: avevo una grande stima di lei

La pizzeria "Le Vignole" chiusa
La pizzeria "Le Vignole" chiusa

Silenzio, rabbia e incredulità a Sant’Angelo Lodigiano. Ieri mattina in via XX Settembre l’atmosfera era triste e a tratti tesa. Qui viveva e lavorava Giovanna Pedretti, 59 anni, titolare della pizzeria “Le Vignole” trovata senza vita nel pomeriggio di domenica nelle acque del Lambro nei pressi del ponte ad un paio di chilometri dal cuore dell’abitato, dopo l’allarme lanciato da un passante che aveva notato un corpo galleggiare. Il decesso al momento pare proprio strettamente legato alla gogna mediatica esplosa da venerdì scorso dopo una recensione da una stella relativa al suo locale. "Giovanna era una donna eccezionale - ha testimoniato un’amica d’infanzia della donna davanti al locale -. Suo marito Nello e sua figlia Fiore sono distrutti. L’avevo vista l’ultima volta quindici giorni fa e ci eravamo dati un grande abbraccio". "Ma allora è vero? È successo davvero? - ha chiesto il pensionato Antonio Marazzi –. Le volevo bene. Era una brava donna che voleva bene a tutti. Almeno ogni due settimane andavo a comprare la pizza da loro per me e mia moglie. Mi salutava sempre". "Conoscevo Giovanna – ha riferito don Nicola, coadiutore del centro giovanile -, avevamo collaborato per alcune attività. Era sempre pronta ad aiutare. L’iniziativa della “pizza sospesa” che portava avanti nel locale ne è un esempio. È una vicenda triste e tragica. I social vanno utilizzati con grande attenzione, possono avere effetti devastanti sulla vita delle persone".

Il ricordo della donna è vivo anche nella mente di don Ermanno Livraghi, che era stato parroco a Sant’Angelo per tredici anni e che dalla fine della scorsa estate aveva passato il testimone a don Enzo Raimondi. "Ho un cuore affranto e sono senza parole, avevo grande stima di lei. Io la conoscevo personalmente e ci parlavo molto, anche di cose più personali. Ma non so dire sé stesse già male o no, sarebbero solo valutazioni che non voglio fare. Oltre a pregare per lei, credo sia il silenzio la cosa giusta da fare. Mi si stringe il cuore a pensare a tutta la vicenda". "Io conoscevo Giovanna perchè in origine la sua pizzeria era qui dove ci troviamo noi adesso" ha aggiunto Sabrina Ahu, del ristorante-pizzeria Il Veliero, in via Mazzini. La comunità di Sant’Angelo Lodigiano, scossa dalla morte di Giovanna si è data appuntamento ieri sera e domani alle 17 nella cripta della basilica di San Rocco per un momento di preghiera in ricordo della donna.