LUCA BALZAROTTI
Economia

Imprese, esperti per curare le crisi? Ora li chiede l’83% in più

Nel primo semestre i titolari in difficoltà hanno fatto appello all’Arbitrato. Oltre la metà ha meno di dieci dipendenti. L’obiettivo è evitare il fallimento

Da gennaio a giugno 201 imprenditori in difficoltà hanno chiesto l’aiuto di esperti

Da gennaio a giugno 201 imprenditori in difficoltà hanno chiesto l’aiuto di esperti

Milano – In sei mesi le imprese lombarde hanno presentato 201 richieste di aiuto per evitare il dissesto economico. L’83% in più rispetto alle istanze depositate nella prima metà del 2024. Secondo la Camera Arbitrale di Milano - la società partecipata a cui la Camera di Commercio di Milano-Monza-Lodi ha delegato la gestione delle crisi - sempre più attività lombarde cercano di salvarsi ricorrendo alla composizione negoziata, una procedura recepita nel Codice della crisi e dell’insolvenza in vigore dal 2022 che si attiva su base volontaria: gli imprenditori in difficoltà, infatti, possono richiedere l’intervento di un esperto negoziatore e facilitatore per trovare una soluzione finalizzata al risanamento dell’azienda e un’intesa con i creditore. Un’ultima chiamata prima che sia troppo tardi.

Dall’inizio dell’attività (novembre 2021) al 30 giugno, quasi un’istanza su quattro è lombarda (23%): 713 sulle oltre 3mila a livello nazionale. Nel primo semestre del 2025, su 201 domande il 67% arriva da Srl (127). Un terzo ha un fatturato tra uno e cinque milioni (66 imprese), il 19% supera i 10 milioni. Le più in difficoltà si confermano le microimprese, quelle fino a nove dipendenti: il 55% del totale. Da gennaio e giugno gli esperti della Cam hanno risanato 25 imprese su 112 procedimenti chiusi (10 su 64 nel 2024). Un numero che analizzando l’intero periodo dell’attività sale a 327 a livello nazionale di cui 95 lombarde (29%) con 4.708 posti di lavoro salvati. Il 28% di chi ha evitato il default ha un fatturato superiore ai 10 milioni (27 con sede nella regione), il 23% fino a 250mila euro (22). Di queste il 69% è una Srl (66 su 85), mentre guardando alle dimensioni il 57% è una microimpresa e il 27% una piccola azienda (da 10 a 49 dipendenti).

In questi tre anni e mezzo di attività, la Cam è riuscita a chiudere positivamente 95 casi su 408 procedimenti conclusi, il 23%. Un tasso superiore alla media nazionale (19%). Analizzando la provenienza territoriale delle richieste di aiuto, 426 arrivano dalla Camera di Commercio di Milano-Monza-Lodi, il 60% delle istanze presentate in Lombardia. La Camera di Commercio di Brescia, con 76 domande, rappresenta l’11%. Seguono la Camera di Commercio di Cremona-Mantova-Pavia (9% con 63 casi), la Camera di Commercio di Bergamo (8% con), la Camera di Commercio di Como-Lecco (6% con 44) e la Camera di Commercio di Varese (5% con 37). Ultima è la Camera di Commercio di Sondrio con 8 richieste, l’1%.

Tra i settori l’industria è il comparto più presente con con il 19% delle istanze depositate, seguita dal commercio (14%) e dai servizi (13%). L’edilizia si attesta all’11%, mentre il settore immobiliare rappresenta il 7%. La ristorazione raccoglie il 6% delle richieste, seguita da agroalimentare (5%), telecomunicazioni ed editoria (4%) mentre tessile-abbigliamento, artigianato, holding e logistica valgono il 3%.