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Sentenza storica: per Alzheimer retta della Rsa a carico dell’Azienda Sanitaria

La Corte d’Appello di Milano ha annullato la sentenza del Tribunale che obbligava un cittadino lombardo a pagare 26mila euro per il ricovero della madre, affetta da demenza senile. Confermata la linea giurisprudenziale adottata un anno fa dalla Suprema Corte di Cassazione

Sentenza in Corte d'Appello

Sentenza in Corte d'Appello

Milano,11 Luglio 2025 - La Corte d'Appello di Milano, ribaltando la decisione presa in primo grado dal Tribunale di Milano, ha annullato una sentenza che obbligava un cittadino lombardo assistito dall'avvocato Giovanni Franchi al pagamento della retta di ricovero presso una struttura sociosanitaria per la madre malata di demenza senile. Confermata la linea giurisprudenziale espressa dalla Suprema Corte di Cassazione che, in un caso analogo promosso dallo stesso legale un anno fa, aveva stabilito che, quando in una struttura socioassistenziale sono necessarie prestazione sanitarie collegate alla patologia, è l'azienda sanitaria che deve farsi carico della retta della Rsa. In Italia i malati di Alzheimer sono oltre un milione e dunque la sentenza potrebbe aprire tanti contenziosi.

La retta? Duemila euro al mese

Dopo la sentenza della Suprema Corte, centinaia di famiglie di malati di Alzheimer ricoverati in Rsa si sono rivolte ai tribunali di tutta Italia per vedere riconosciuti i loro diritti, provocando la reazione delle strutture che - come denunciato da diverse associazioni - in alcuni casi hanno reso più difficile l'accesso ai pazienti. Un mese di retta costa a una famiglia circa 2.000 euro, ma d'altra parte si stima che, se il Sistema Sanitario Nazionale si dovesse fare interamente carico dei costi di ricovero in Rsa di tutti malati di Alzheimer e demenza, la spesa totale supererebbe i 10 miliardi annui.

Emendamentto ‘salva Rsa’ congelato

Sulla questione, a marzo, è stato presentato dalla maggioranza in Senato un emendamento 'salva-Rsa' che rimetteva parzialmente a carico dei cittadini il costo delle rette, ma il provvedimento dopo essere stato approvato in Commissione Sanità è stato bocciato dalla Commissione Bilancio.

"L'esigenza di una norma che regoli in modo equo la materia resta, anche perché non è giusto che le famiglie per vedere riconosciuto quello che è ormai un loro diritto devono fare una causa, sostenendone i rischi ed i costi", afferma l'avvocato Franchi, che è anche presidente dell'associazione di tutela Konsumer Emilia-Romagna.

Fondazione Benefattori Cremaschi: a loro carico i 26 mila euro

La controversia su cui si è pronunciata la Corte d'Appello milanese aveva avuto origine dalla richiesta di pagamento di una somma di oltre 26.000 euro avanzata dalla Fondazione Benefattori Cremaschi nei confronti di un cittadino lombardo per il ricovero nella loro struttura della anziana madre, affetta da demenza senile e altre gravi patologie. A fronte della richiesta, la famiglia, con il supporto legale dell'avvocato Franchi aveva citato la Rsa davanti al Tribunale Ordinario di Milano, chiedendo di dichiarare nullo l'impegno assunto a pagare la retta di ricovero della madre. I giudici di primo grado avevano però ignorato i motivi presentati e respinto la domanda, ritenendo che le prestazioni erogate non integrassero i requisiti per la gratuità prevista dalla normativa sanitaria.

Ricovero per Alzheimer? Nulla è dovuto

L'orientamento del Tribunale è stato però respinto dai colleghi della Corte d'Appello a cui la famiglia era ricorsa e che hanno stabilito che nulla è dovuto per il ricovero della anziana signora poiché le prestazioni a lei erogate erano di natura sanitaria e dovevano essere classificate come "prestazioni socio sanitarie a elevata integrazione sanitaria", quindi completamente gratuite e a carico del Servizio Sanitario Regionale, secondo il principio affermato dalla Cassazione. I giudici hanno condannato la Fondazione Benefattori Cremaschi al rimborso della metà delle spese processuali per entrambi i gradi di giudizio.

Questione rette, l’appello alla Regione Lombardia

La questione del costo delle rette delle Rsa è di grande attualità.  A fine maggio i sindacati si erano appellati alla Regione affinché riprendesse “il ruolo centrale di governo di tutto il settore del welfare”, affrontando il problema delle risorse. Negli ultimi anni, avevano sottolineato i sindacalisti, “il Pirellone è intervenuto a più riprese con contributi per i gestori delle case di riposo, ma non agli assistiti, a differenza di Veneto e Puglia. Il risultato è che invece di calare, gli esborsi sono cresciuti nel tempo”.  Se il tema riguarda tutti i ricoverati, in genere anziani, il ‘caso’ dei malati di Alzheimer è particolare: infatti ci sono persone colpite in età sempre più giovane. L’Alzheimer però colpisce il cervello, fino al punto che il malato non riconosce più i propri cari, ma la persona colpita da questa grave forma di demenza senile può essere sana e dunque il ricovero può durare anche diversi anni.

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