Emergenza Coronavirus, il ps del Niguarda di Milano
Emergenza Coronavirus, il ps del Niguarda di Milano

Milano, 28 maggio 2020 - Aumentano i casi, diminuiscono ricoveri e decessi. Sono 382 i nuovi contagiati in Lombardia con 15.507 tamponi effettuati per un totale di 88.183 positivi in regione. Ieri c'erano stati 216 nuovi casi a cui andavano aggiunti 168 tamponi effettuati nel corso della settimana a Bergamo. Gli attualmente positivi ammontano a 22.913, il rapporto tamponi/positivi è al 2,5% (ieri era 1,7%). In calo i nuovi decessi che sono 20 (ieri 58) per un totale di 15.974 persone morte in regione. Buone notizie dal fronte ospedaliero: in calo sia i ricoveri in terapia intensiva (-2, 173) che negli altri reparti (-156, 3.470). Sempre secondo i dati forniti oggi dalla Regione sono 1486 i pazienti da coronavirus giudicati guariti, per un totale che sale a 49.296.

Riepilogo di giovedì 28 maggio

I dati delle province

I nuovi casi di coronavirus sono stati pari oggi a 39 a Milano e a 76 nell'intera provincia, con una sostanziale stabilità  rispetto a ieri, quando erano ammontati a 41 e 68.. Nelle altre province lombarde si registra una crescita dei casi a Brescia, da 33 a 90, mentre a Bergamo sono 69, a Como 31 e a Sondrio 23. Numeri più contenuti per Monza e Brianza (14), Lodi (13), Cremona (13), Varese (12), Pavia (9), Lecco (5) e Mantova (2)

I dati delle province di giovedì 28 maggio

Polemica sui numeri in Lombardia

Proprio sui dati lombardi è esplosa oggi una dura polemica. Nino Cartabellotta, presidente Fondazione Gimbe, intervenendo a Radio 24 ha detto senza troppi giri di parole che il Pirellone 'truccherebbe' i numeri per mantenere il dato dei contagiati sotto un certo livello. "In Lombardia si sono verificate troppe stranezze sui dati nel corso di questi tre mesi - ha detto -è come se ci fosse una sorta di necessità di mantenere sotto un certo livello quello che è il numero dei casi diagnosticati". Parole forti che hanno scatenato la replica altrettanto forte da parte della Regione Lombardia che, in una nota. le ha definite  "gravissime, offensive e soprattutto non corrispondenti al vero".

Spostamenti tra regioni, Fontana: fiducioso in via libera

Cosa succederà dal 3 giugno? Come saranno i rapporti tra regioni? Ci si potrà muovere al di fuori della Lombardia? Il governatore Attilio Fontana su questo tema - molto dibattuto negli ultimi giorni - è ottimista: "Abbiamo inviato i dati all'Istituto Superiore di Sanità. Sono tutti positivi, tutti in miglioramento rispetto alle precedenti settimane - ha spiegato -. La situazione sta migliorando. In previsione del provvedimento per la circolazione tra regioni, penso che la Lombardia rientri tra le regioni che avrà libertà di movimento. Sono convinto che dal 3 giugno i lombardi saranno liberi di circolare in tutta Italia",

Trapianto di polmoni per salvare un 18enne

Da Milano giunge fra l'altro una storia che riporta al periodo più tragico dell'emergenza, quando il virus era particolarmente aggressivo e sembrava inarrestabile. E' la storia, fortuntamente a lieto fine, di un 18enne cui il Covid-19 ha bruciato i polmoni e che è stato salvato da un trapianto. Il virus lo ha portato in fin di vita nel giro in soli quattro giorni e il ragazzo è stato salvato dalla circolazione extracorporea cui è stato sottoposto per due mesi al San Raffaele. Poi il trasferimentro al Policlinico dove gli trapiantano due polmoni nuovi e, adesso, il risveglio e la fisioterapia per tornare lentamente alla normalità. 

Danni anche al cervello

Inoltre, la sezione lombarda della Società Italiana dei Neurologi Neurochirurghi e Neuroradiologi Ospedalieri ha dato inizio nei giorni scorsi a uno studio sistematico sulle complicazioni neurologiche causate dal coronavirus.Terminata la fase acuta, infatti, medici e ricercatori sono ora impegnati a studiare i danni che il Covid 19 ha creato nella popolazione. Secondo questo studio, il virus avrebbe creato danni seri non solo ai polmoni ma anche al cervello dei malati. 

Scontro sulla patente d'immunità

Asintomatici, debolmente positivi, positivi. Terminologie e stati differenti che in questa Fase 2 possono scatenare feroci polemiche istituzionali, come quella tra il sindaco di Milano Beppe Sala e il governatore delal Sardegna Christian Solinas. Il presidente sardo, così come il collega siciliano Nello Musumeci, ha infatti chiesto che i turisti lombardi in arrivo sull'isola siano muniti di un certificato di negatività. Un'uscita che non è per niente piaciuta al primo cittadino milanese il quale, oltre a sottolineare come sia complicato disporre di questo tipo di test, ha parlato di "discriminazione degli italiani per regione d'appartenenza". Oggi Musumeci ha gettato acqua sul fuoco della polemica: "L'amico Sala se vuole venire in Sicilia, con piacere. Non gli chiederemo alcuna patente, neppure quella dell'auto". Musumeci, che ha parlato di "esagerazione" da parte di Sala, ha precisato che ai visitatori della Sicilia "verrà chiesto solo il rispetto di un protocollo sicurezza".

Fontana e Gallera in Procura

Sul fronte giudiziario, invece, la Procura di Bergamo, che indaga per epidemia e omicidio colposi a carico di ignoti, ha convocato il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana e l’assessore al Welfare Giulio Gallera per ascotarle come persone informate sui fatti. Al centro dell'inchiesta ci sono i decessi nelle Rsa, la mancata istituzione di una zona rossa nella Bergamasca e la mancata chiusura del Pronto soccorso dell’ospedale di Alzano Lombardo. Gallera sarà ascoltato oggi pomeriggio alle 17 mentre Fontana, salvo impegni istituzionali, domani alle 10,