Coronavirus
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Milano, 28 maggio 2020 - "Le regioni e in particolare la Lombardia 'aggiustano' i dati per paura di un altro stop? "C'è il ragionevole sospetto che sia così, anche perché in Lombardia si sono verificate troppe stranezze sui dati nel corso di questi tre mesi: soggetti dimessi che venivano comunicati come guariti andando ad alimentare il cosiddetto silos dei guariti; alternanze e ritardi nella comunicazione dei dati, cosa che poteva essere giustificata nella fase dell'emergenza quando c'erano moltissimi casi ma molto meno ora, eppure i riconteggi sono molto più frequenti in questa fase 2. E' come se ci fosse una sorta di necessità di mantenere sotto un certo livello quello che è il numero dei casi diagnosticati". E' l'affondo che Nino Cartabellotta, presidente Fondazione Gimbe (associazione indipendentre che promuove la ricerca e la scienza), ha sferrato ospite di 24 Mattino su Radio 24.

"La Lombardia - continua - probabilmente ha avuto questa enorme diffusione del contagio in una fase precedente al caso 1 di Codogno e le misure di lockdown, come avevamo chiesto noi all'inizio di marzo, dovevano essere più rigorose e restrittive. Noi avevamo chiesto la chiusura dell'intera Lombardia, un po' come Wuhan, perché era evidente che quel livello di esplosione del contagio non poteva che essere testimonianza di un virus che serpeggiava in maniera molto diffusa già nel mese di febbraio. Non è stato fatto, sono state prese tutta una serie di non decisioni, come la non chiusura delle zone di Alzano Lombardo e Nembro, che hanno determinato tutto quello che è successo nella Bergamasca, e poi una smania ossessiva di riaprire".

Regione: frasi gravissime e offensive

Un duro atto d'accusa cui Regione Lombardia ha risposto con altrettanta durezza, parlando di affermazioni "gravissime, offensive e soprattutto non corrispondenti al vero". "In Lombardia - sostiene il Pirellone in una nota - fin dall'inizio della pandemia i dati vengono pubblicati in maniera trasparente e inviati alle istituzioni e alle autorità sanitarie preposte. Nessuno, a partire dall'Istituto Superiore di sanità, ha mai messo in dubbio la qualita' del nostro lavoro che, anzi, proprio l'ISS ha sempre validato ritenendolo idoneo per rappresentare la situazione della nostra regione. E' dunque inaccettabile - conclude la nota - ascoltare simili affermazioni". Nel pomeriggio la Regione ha fatto sapere attraverso il proprio ufficio legale che ha deciso di presentare una querela contro la fondazione Gimbe e il suo presidente Nino Cartabellotta. "Un atto inevitabile, il nostro - si legge in una nota -. Accuse intollerabili e prive di ogni fondamento per le quali il presidente di Gimbe dovrà risponderne personalmente. I nostri dati, come da protocollo condiviso da tutte le Regioni, vengono trasmessi quotidianianamente e con la massima trasparenza all'Istituto Superiore Sanità".