Coronavirus, l'ospedale di Codogno (Ansa)
Coronavirus, l'ospedale di Codogno (Ansa)

Milano, 23 febbraio 2020 - "Abbiamo registrato un nuovo decesso a Crema, è una signora anziana già ricoverata. Ad oggi abbiamo eseguito 800 tamponi, 112 soggetti sono risultati positivi, pari a una media del 12%. I ricoverati sono 53 di cui 17 in terapia intensiva, ma il 40% con una cura lieve superano il virus". Lo ha detto l'assessore al Welfare di Regione Lombardia, Giulio Gallera, durante la conferenza stampa convocata per riassumere i contenuti dell'ordinanza emessa per contenere la diffusione del Coronavirus.

La situazione in Lombardia quindi attualmente è di 112 contagiati e 2 decessi. In entrambi i casi si tratta di anziani, visto che la prima persona a perdere la vita era stata la 77enne Giovanna Carminati di Casalpusterlengo. Sette le province in cui si sono verificati contagi. La maggior parte dei contagiati si trova nella zona del Basso lodigiano (62). Si registrano poi casi anche nelle province di Cremona (16), Pavia (6), Milano (3) e Sondrio (1). Nelle ultime ore si sono poi registrate infezioni anche in provincia di Monza e Brianza (1) e Bergamo (4). Si segnalano inoltre tre turisti lombardi che risultano tra i contagiati registrati in Trentino Alto Adige. "Lavoriamo per meccanismi che riducano la diffusione virus. Dopo la prima fase - ha detto ancora Gallera - ora e' evidente che, vista la presenza in varie regioni e il numero crescente di contagi, stiamo provando a gestire la seconda fase, per contenere la diffusione del virus".

Gli ultimi due casi riguardano un medico del Policlinico di Milano e un 58enne di Garlasco. "I lombardi stanno dimostrando un grandissimo senso civico e senza isterismi si stanno adeguando a questa situazione" ha detto il Governatore della Regione Attilio Fontana. Il numero di persone che dovrà stare in isolamento per scongiurare che abbiamo il Coronavirus "sarà molto rilevante" ha detto il presidente, aggiungendo che si cercano altre strutture oltre all'ospedale militare di Baggio a Milano e gli alloggi dell'aeronautica a Piacenza. Il governatore ha poi aggiunto che se la situazione dovesse degenerare, "nella fase due si potrebbero assumere iniziative più drastiche e rigorose", ovvero quelle che in Cina sono state adottate a Wuhan. Fontana ha comunque specificato che si essere "convinto che non si arriverà a questo". "Il sistema sanitario lombardo è efficiente - ha detto - capace di affrontare questa emergenza. Abbiamo a che fare con una comunità di persone serie e consapevoli della situazione che stanno vivendo".

Scuole chiuse in tutta la Lombardia

Prevede anche la chiusura di tutte le scuole della Lombardia l'ordinanza sul coronavirus firmata dal presidente Attilio Fontana di concerto con il ministro della salute Roberto Speranza. Ordinanza valida per tutto il territorio lombardo. Tutte le misure

Il numero verde

La regione Lombardia ha predisposto il numero verde 800 894545 da contattare per le persone con febbre o tosse o tornate dalla Cina da meno di 14 giorni. 

L'allerta

Ieri si sono anche attestati i primi due casi di Coronavirus in provincia di Milano. Si tratta di un 71enne residente a Mediglia (ricoverato al San Matteo di Pavia) e di un uomo di 78 anni residente a Sesto San Giovanni, ricoverato al San Raffaele. Sul caso di quest'ultimo il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri aveva spiegato: "Il test potrebbe essere un finto positivo, va ripetuto". In mattinata è arrivata la conferma definitiva della positività del paziente sestese e si sta cercando da un lato di ricostruire i contatti pregressi dell'uomo, dall'altro di predisporre tutte le misure necessarie a garantire la sicurezza di chi lo ha assistito all'interno del San Raffaele. Nel novero dei casi lombardi accertati anche la donna di 76 anni deceduta a Casalpusterlengo (i test post-portem hanno dato esito positivo) e due persone ricoverate a Piacenza. Si tratta di un uomo residente a Maleo - sempre nel Lodigiano quindi - e di un infermiere piacentino che però lavora all'ospedale di Codogno.

Lo studente di Sondrio e il primo caso a Bergamo

È risultato positivo al coronavirus un diciassettenne residente in un paese della Valtellina, che studia però all'istituto agrario di Codogno. Venerdì, dopo esser tornato nel paese della provincia di Sondrio, ha iniziato ad avere la febbre e gli è stato fatto il tampone all'ospedale di Sondrio. Stando alle prime informazioni il ragazzo è tornato a casa, in una frazione del paese dell’Alta Valtellina, venerdì pomeriggio. Ieri mattina al suo risveglio stava male, aveva la febbre alta, con picchi di 40 gradi. I genitori hanno chiamato il 112 e a casa del 17enne attorno a mezzogiorno è giunta un’ambulanza, il personale ha effettuato un tampone al ragazzo per poi trasportare quanto prelevato all’ospedale Sacco di Milano per le analisi. Nel primo pomeriggio di domencia 23 febbraio si è appreso anche di tre positività al coronavirus anche in provincia di Bergamo.

Il torinese che lavora a Cesano

Nella serata di ieri è scattata l'allerta anche per un torinese 40enne contagiato dal coronavirus, dipendente di un'azienda di Cesano Boscone,  alle porte di Milano. L'uomo non avrebbe però avuto contatti in paese, come spiegato dal sindaco Simone Negri. Il Comune intanto ha sospeso gli eventi pubblici previsti per oggi. Il lavoratore svolgeva le sue mansioni prevalentemente al di fuori del territorio di Cesano. "Stando a quanto ho potuto constatare - ha detto il sindaco - si tratta di una persona che non ha particolari rapporti con la popolazione di Cesano e che avrebbe contratto il virus da un altro dipendente non cesanese, proveniente dal focolaio di Codogno. Al momento, come da protocollo, tutti i lavoratori, di cui solo uno residente a Cesano, sono stati sottoposti alle misure di primo livello della profilassi e l'Ats è impegnata a ricostruire tutta la filiera dei rapporti delle persone interessate che saranno oggetto, nelle prossime ore, di ulteriori accertamenti". La persona infetta èin buone condizioni all'ospedale di Torino e al momento le persone con cui è venuto in contatto nell'azienda cesanese non hanno segnalato alcun sintomo. 

Zone blindate

I comuni focolaio che si trovano in Lombardia e Veneto saranno “cinturati“ dalle Forze di Polizia e, se il caso, dalle Forze Armate. "Nelle aree interessate – avverte il presidente del Consiglio Giuseppe Conte – non saranno consentiti l’ingresso e l’allontanamento dei cittadini. Verrà attuata la sospensione delle attività lavorative e scolastiche e delle manifestazioni pubbliche o private. Per chi non collabora sono previste anche sanzioni penali, ma non vogliamo imposizioni, chiediamo collaborazione ai cittadini". A deciderlo, dopo quattro ore di Cdm straordinario nella sede della Protezione Civile, un Cdm seguito ad altre quattro ore di vertice del comitato coronavirus. Per quanto concerne le attività sportive stop totale in Veneto e Lombardia, ieri anche Ascoli -Cremonese è stata rinviata all’ultimo minuto. Altolà a 5 gare di Serie D e a varie partite di basket, volley e rugby di livello regionale.

Il paziente zero

Il manager rientrato il 21 gennaio dalla Cina non sarebbe il presunto "paziente zero" del focolaio di Coronavirus del Basso Lodigiano che ha registrato il primo decesso in Lombardia. "Dai test effettuati è emerso" che quell’uomo, isolato all’ospedale Sacco e negativo al tampone per il virus, "non ha sviluppato gli anticorpi" e dunque non avrebbe mai contratto il covid-19. Che il manager, prima di guarire, abbia infettato l’amico 38enne dal quale si è sviluppato il contagio nel Lodigiano è un’ipotesi delle autorità sanitarie lombarde, anche se "non escludiamo altre strade", ha precisato ieri l’assessore regionale al Welfare Giulio Gallera. È invece un fatto che tra i contagiati – in continuo aumento quelli confermati a ieri sera in Lombardia – ci sia il cognato del manager, oltre che il suo amico dal quale è partito il focolaio che ha il suo "centro" nell’ospedale di Codogno.